Sull’esempio di Maria andare incontro agli altri e superare la perdita delle relazioni umane

A Pontremoli rinnovato il voto alla Madonna del Popolo alla presenza del card. Baldassare Reina

L’ingresso in Concattedrale a Pontremoli del card. Baldassare Reina che presiederà il solenne pontificale del 2 luglio

Come ogni anno il 2 luglio la Concattedrale di Pontremoli si è vestita a festa per accogliere fedeli e devoti della Madonna del Popolo che, fin dalle prime ore del giorno, si sono raccolti in preghiera davanti alla Sua venerata effigie.
Il solenne pontificale è stato presieduto quest’anno dal card. Baldassare Reina, vicario generale di Sua Santità per la diocesi di Roma. Accompagnato dal nostro vescovo Mario e dal vescovo Alberto (emerito di Volterra), il porporato è stato accolto dai Canonici del Capitolo, dai coparroci della città e da diversi sacerdoti e diaconi e anche da un gruppo di novizi dell’ordine dei Frati Minori di Assisi.
La S. Messa è stata animata dalla Corale S. Cecilia mentre erano presenti un buon numero di persone e diverse autorità civili e militari. Tra esse il Sindaco di Pontremoli che, al termine della proclamazione del Vangelo, ha rinnovato a nome dell’intera comunità pontremolese l’offerta della cera votiva a Maria Santissima.

Il card. Baldassare Reina, vicario generale del Papa per la diocesi di Roma

Facendo eco alla liturgia della parola proclamata, il card. Reina ha proposto due riflessioni per attualizzare al meglio la festa e comprendere la presenza della Vergine nella nostra vita. Maria – ha affermato il cardinale – riceve l’annuncio della nascita del Figlio e subito si reca a fare visita ad Elisabetta.
Da questo gesto ascoltiamo la storia del Suo intervento anche al popolo di Pontremoli che, ancora oggi, riceve dalla Sua dolcezza e dalla Sua intercessione l’invito a guardare a Gesù. La Sua è dunque una presenza che ci coinvolge nell’invocare Dio Padre perché possa ascoltare la nostra preghiera. Sempre dall’immagine della visitazione di Maria scaturisce anche la seconda riflessione proposta: superare quella che è la peggior pestilenza del nostro tempo cioè la perdita di relazioni umane.
Troppo spesso – ha affermato il card. Vicario – facciamo fatica ad “andare incontro agli altri”. Da questo nasce la perdita di amicizie, di anziani che troppo spesso sono lasciati soli e di persone che sono abbandonate a sé stesse e spesso “persino muoiono in casa e vengono trovate dopo giorni”.

Il card. Reina e il vescovo fra’ Mario con il gruppo di novizi dell’ordine dei Frati Minori di Assisi

La Vergine ci chiede di non trattenere per noi stessi quello che il Signore ci dona: Maria è “visitata” ma a sua volta visita cioè riversa l’amore ricevuto. Questo movimento “da Dio a noi e da noi agli altri” si trova alla base di una società capace di costruire dialogo e di rafforzarsi.
Troppe volte – ha proseguito – ci guardiamo con dispetto e facciamo fatica a salutare persino le persone che conosciamo. Ma ancora peggio: quando apprendiamo di qualcuno che non sta bene magari “alimentiamo la curiosità del fatto” ma evitiamo di fargli una telefonata per fare sentire la nostra vicinanza.
L’esempio di Maria ci stimola a non fare “delle chiacchiere”: Lei non si chiede come sia rimasta incinta o come vi sia rimasta Elisabetta ma racconta di sé “parlando” di Dio che “grandi cose” ha operato nella Sua vita. La svolta del Suo messaggio ci invita a rimettere Dio nel nostro circuito e ad utilizzare parole che ci spronino perché la fede non rimanga “qualcosa del passato”.
Pensare che Dio ci “illumina, aiuta e risolleva” è la strada per diventare anche noi evangelizzatori: “non solo pellegrini ma anche testimoni di speranza” – come ha affermato papa Leone ai seminaristi di tutto il mondo. Il rischio della nostra società è quello di “lasciarsi cadere le braccia” cioè vivere un tempo “delle passioni tristi” che soffre una bulimia di vita.
“I nostri giovani – ha proseguito ancora – sono tristi perché sentono questa sofferenza e nella loro vita manca Dio cioè non hanno incontrato la speranza e la vita vera”.
I personaggi dell’Antico Testamento sanno che, nonostante tutto, il Signore è al loro fianco valoroso: questa è la fede cristiana che supera i difetti perché sperimenta e racconta la potenza di Dio. Una potenza che è nutrita dalla speranza che – ha ammonito il porporato – non deve arrivare soltanto col logo del giubileo affisso nelle chiese ma attraverso Dio che ama, perdona, non lascia soli e solleva.
Il significato del “non temere” che l’Angelo ha pronunciato a Maria è racchiuso nel messaggio della Madonna del Popolo che esprime l’amore e la gratitudine di quanti Dio ci ha messo accanto. Dobbiamo aprire i nostri cuori – ha concluso – per sperimentare ciò che diceva Papa Francesco in tempo di pandemia: non ci si salva da soli così come non siamo mai soli perché abbiamo accanto Dio e gli altri.
La festa della Madonna del Popolo non vuole allora concludersi e limitarsi ad un solo ricordo ma pensando che il messaggio di gioia che porta debba essere prolungato negli impegni e nella fatica delle nostre vite. Nel pomeriggio il canto dei vespri e la processione con un’immagine della Madonna hanno concluso i festeggiamenti, alla presenza delle confraternite e delle associazioni del territorio.

(Fabio Venturini)