Tardo autunno e primi ‘denti’ dell’inverno

Ecco arrivata la parte finale di novembre, quella che fa da tramite fra il tardo autunno e il primissimo inverno. Benché si sperimenti, anno dopo anno, un disordine stagionale in fatto di temperature, i fenomeni meteorologici cercano di essere fedeli al classico andamento che vede mesi più piovosi succedere a mesi più asciutti, le burrasche alternarsi ai venti deboli e alla calma e il cielo sereno alle giornate più grigie. Una discreta piovuta si è avuta fra il 15 e il 16, quando le precipitazioni, ora deboli ora moderate, ma pressoché costanti e al cospetto di un cielo uniforme di nembostrati, hanno dispensato accumuli complessivi di 40-60 mm a valle e oltre i 70 mm nelle stazioni montane. Sulle Alpi Apuane, poi, non sono mancati apporti superiori ai 100 mm.
Rispetto al relativo freddo di martedì 15, mercoledì 16 l’aria è divenuta più mite.
Anche giovedì 17, eccetto qualche timido tentativo di schiarita, il cielo si è mantenuto nel complesso coperto con deboli piovaschi e gocciolate a tratti; netta la differenza nelle piogge fra NW e SE della Lunigiana, dove le pendici apuane sono state ancora bene irrorate. Venerdì 18, esauritisi i rovesci di breve durata della notte, al primo mattino si sono aperte schiarite con la formazione di banchi di nebbia, ma poi ha vinto il sole; anzi, nel primo pomeriggio, una debole corrente favonica – durata forse un’ora e mezza – ha persino intiepidito e asciugato l’aria permettendo ai termometri di arrivare a temperature massime di 19-20°C e agli igrometri di scendere al 35-40% di umidità relativa. Rasserenamento che non è giunto alla mezzanotte, giacché fra le ore 1 e 2 di sabato 19 è tornato a piovere per poco al transito di un altro tenue impulso perturbato. La giornata prefestiva si è poi distinta per l’atmosfera grigia, con freddo umido ristagnante al mattino, indi più mosso a causa della ventilazione insorta da Nord nel pomeriggio.
Altro cenno di precipitazione in serata, poi il cielo si è sgombrato del tutto, cosicché al sereno di domenica mattina è apparso il crinale appenninico tosco-emiliano appena spolverato di neve oltre i 1600 metri. I raggi del sole hanno dominato l’intera giornata, nascosti appena prima del tramonto da qualche nuvola addensatasi all’orizzonte W-SW. Una minima puntata di aria discendente più asciutta, nel pomeriggio dello stesso giorno 20, ha fatto sì che si ricreassero condizioni per un netto calo della temperatura la notte di lunedì. Tuttavia, con un po’ di nuvole tornate a vagare nello spazio aereo fra Liguria e Toscana, la discesa della temperatura ha subito battute d’arresto, cosicché lunedì mattina non si è vista l’attesa brinata.
L’avvio di settimana è avvenuto con graduale copertura nuvolosa come da previsioni e la pioggia ha preso a cadere in serata, dalle 19 circa in poi. Durante la notte e la mattinata di martedì, infine, la pressione è scesa fin sotto i 990 hPa, mandando i mari in burrasca. Al debole libeccio di lunedì, si è sostituita la ‘tramontana scura’, moderatamente fredda, più rafficosa e forte nella notte. I pluviometri si sono messi all’opera senza affanno vista la pioggia debole o moderata (20-50 mm in 20 ore). La neve è scesa fino a lambire quota 1000.

a cura di Maurizio Ratti, Mauro Olivieri e Giovan Battista Mazzoni

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