Solo la democrazia può garantire il rispetto dei diritti inviolabili

È un mio diritto è una frequente rivendicazione, Emanuele Felice filosofo dell’economia nel saggio La conquista dei diritti. Un’idea della storia (Bologna, Il Mulino 2022) afferma che la storia trova il suo significato nella progressiva estensione dei diritti, legati ai doveri, fondati sul principio di giustizia proprio della specie umana. I diritti erano privilegio di pochi, la loro universalità è portata dall’ideale della fondamentale uguaglianza di tutti gli esseri umani, proclamata dal pensiero e dalle rivoluzioni del XVII e XVIII secolo.
La teoria moderna dei diritti dell’uomo è il giusnaturalismo, un nuovo sistema giuridico “laico”, non più di derivazione divina, fondato sulla natura umana, a cui la legge degli Stati deve conformarsi. Principale esponente è l’olandese Ugo Grozio (Delf 1583-1645), ma importante fu anche il marchigiano Alberico Gentile. Derivano dalla razionalità e dalla socialità umana il diritto alla vita, alla libertà e alla sicurezza della propria persona, ad avere un giusto processo, la resistenza all’oppressione, essere padroni dei propri averi. In sostanza è il pensiero liberale moderno, l’ideologia politica della borghesia e del capitalismo. La Rivoluzione americana afferma anche il diritto per tutti di mirare alla “ricerca della felicità”; la Rivoluzione francese lancia il trinomio “libertà, uguaglianza, fraternità” in cui Emanuele Felice trova un’apertura verso il futuro pensiero socialista e poi ambientalista e il valore cristiano della fraternità.
La Costituzione della I repubblica francese nata nel 1792 approvò leggi molto avanzate per l’epoca, tra cui la libertà religiosa dopo tante guerre e roghi e inquisizioni, libertà assoluta di stampa, di associazione e per la prima volta sono sanciti diritti sociali di sussistenza e del lavoro, di istruzione, di cure sanitarie. Il liberalismo si incontra col socialismo impegnato a dare la “felicità pubblica”, un ideale utopico di uguaglianza, presente in diverse epoche. A partire dall’illuminismo si compiono azioni molto concrete per migliorare la condizione dei lavoratori. Il socialismo in Occidente si allea sul piano politico col movimento democratico che chiede il diritto di voto per tutti per poter diventare cittadini partecipi del governo della società.
Dopo l’ampia riflessione sulle idee e le azioni dei socialisti dell’Otto e Novecento, il libro ha una terza parte dedicata all’ambientalismo. La scienza ci conferma che i disastrosi cambiamenti climatici sono provocati dalle attività dell’uomo e sono causa di possibile estinzione di “esseri senzienti” compresa la specie umana. Se consideriamo gli animali titolari di diritti inviolabili acquistiamo sensibilità e rispetto verso tutti i viventi, possiamo rovesciare il sistema degli allevamenti intensivi che torturano gli animali, ne alterano la natura e gli istinti e sono fonte di forte inquinamento. L’impresa è molto difficile ma indispensabile e la risposta saggia è che “solo la scienza può salvare l’umanità e il pianeta dall’autodistruzione”.
Per restare al nucleare, l’autore pensa alle prospettive della ricerca sulla fusione dell’idrogeno, quella che da milioni di anni avviene nel sole, che dà energia illimitata e senza scorie. I movimenti di “ambientalismo democratico”crescono in consapevolezza, si strutturano in progetti politici in prevalenza della sinistra e della democrazia di matrice cristiana (si pensi all’enciclica “Laudato si’ di papa Francesco). Una direzione possibile della storia è favorire l’incontro più ampio e coerente tra liberalismo progressista, socialismo e ambientalismo democratico: è una sfida globale, osteggiata ma inevitabile. Gli interessi che si oppongono sono tanti e gravi: i diritti conquistati con tanta fatica sono diventati precari dopo la degenerazione neoliberista che ha messo al primo posto il diritto di proprietà su cui poggia il profitto, il mercato, il denaro, l’arricchimento individuale, a scapito anche della democrazia. Siamo al bivio: la via d’uscita è difendere e ampliare i diritti naturali, sociali e dell’ambiente” che solo le istituzioni veramente democratiche possono garantire”.

Maria Luisa Simoncelli

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