A novembre neppure S. Martino ha rinunciato all’estatina

La cronaca di questa settimana viene redatta in un clima prettamente di novembre: pioggia debole o moderata continua, cielo grigio uniforme, basso e cupo, atmosfera umida, temperature consone alla stagione. Manca all’appello solo il vento, che quest’anno si è concesso lunghi intervalli di riposo. Il cammino verso la metà de mese, comunque, ha visto il succedersi di cielo vario e di cielo coperto; solo venerdì 11 e lunedì 14 le schiarite si sono fatte più ampie a tratti, pur senza permettere di classificare come serene le due giornate.
La temperatura, sia nel complesso della prima decade sia in questa prima parte della seconda, risulta superiore alla norma come fosse ancora metà ottobre, che a sua volta era stato, dal punto di vista termico, a livelli quasi settembrini. Dall’8 al 14, intanto, il tempo umido si è imposto nei primi tre giorni. Il 9, gli accumuli di pioggia sono stati adeguati al periodo: i pluviometri lunigianesi, così poco impegnati in questo 2022 che non cessa di stupire per la sua ‘allergia’ alle piogge persistenti e scroscianti, quel giorno hanno potuto raccogliere, specie tra Mulazzo, Zeri e Pontremoli, dai 30 ai 60 mm di acqua.
Dopo qualche residuo piovasco il 10, dal tardo pomeriggio si sono fatte largo schiarite e si è avvertito un timido venticello di tramontana levarsi a fare pulizia. La ventilazione di provenienza settentrionale ha interessato pure venerdì 11, mostrandosi però non in vesti fredde, bensì miti e favoniche. Estatina di S. Martino in piena regola, dunque, anche se nell’attuale fase di riscaldamento climatico è molto più facile che i proverbi ‘caldofili’ abbiano elevata probabilità di successo e di conferma rispetto a quelli ‘freddofili’, che invece se la passano decisamente male. Fra pochi giorni, infatti, non stupirebbe più di tanto se anche S. Caterina e S. Andrea avanzassero diritti a rispettive ‘estatine’ in luogo dei detti dei nostri avi che li associano a neve, brina e venti gelidi.
Le condizioni di sabato 12, procedendo con la cronaca, sono state ancora diverse: sotto un mantello costante di stratocumulus stratiformis, l’aria mite e asciutta presente in quota e l’aria leggermente più fredda depositatasi a fondovalle nottetempo a cielo sereno, infatti, hanno mantenuto persino in ore diurne le rispettive posizioni. L’inversione si è singolarmente avvertita anche a metà del dì e nelle ore pomeridiane per lo strato di aria più calda e asciutta presente intorno ai 1500 m.
Quasi uguali, in molti casi, le temperature degli alti crinali e quelle del fondo delle valli, anche se le seconde le hanno registrate in condizioni di calma di vento e maggiore umidità, quindi in un contesto diverso rispetto alle posture montuose. Aria di tramontana, non ancora fredda come vorrebbe la stagione, ma più accettabile rispetto ai giorni precedenti, si è percepita domenica 13 e lunedì 14. Schiarite e annuvolamenti, questi ultimi più presenti nel giorno festivo, si sono alternati fino alla copertura totale che si è imposta martedì 15, accompagnata da pioggia debole o moderata e pressoché costante.

a cura di Maurizio Ratti, Mauro Olivieri e Giovan Battista Mazzoni

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