La Pasqua di Cristo sia Pasqua di risurrezione, di pace e di riconciliazione per tutti noi

Noël Coypel, “Resurrezione di Cristo” (1700 circa).

L’annuncio della Pasqua di risurrezione risuoni nel cuore di tutti e il Signore risorto doni la sua pace e infonda saggezza e speranza. La festa della Pasqua ci ricorda che Gesù Cristo si è fatto compagno dell’umanità sofferente: è stato appeso a una croce, come uno schiavo, un reietto. Ma non è rimasto appeso a quella croce, né è rimasto chiuso nel buio del sepolcro: “Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone”.
Soffermiamoci sulla passione, morte e risurrezione di Cristo. Non è un semplice far memoria di un passato da non dimenticare, non è un data che il calendario ci consegna. È un evento da celebrare e da vivere nel presente in ciascuno di noi e nella nostra storia quotidiana. “La potenza della sua risurrezione”, come scrive l’apostolo Paolo (Fil 3,10), va oltre la persona di Gesù: Cristo è il primo dei risorti, e la sua risurrezione rivela la potenza d’amore del Padre che non abbandona il suo Figlio nell’oscurità del sepolcro.

Beato Angelico, “Noli me tangere” (1438-1440). Firenze, convento di San Marco

Anche noi siamo figli che non vengono mai abbandonati, anche noi partecipiamo a quel misterioso evento di vita nuova, a quella manifestazione della gloria di Cristo, anche per noi si dischiude un orizzonte di speranza fondata. La Pasqua di Cristo sia Pasqua di risurrezione, di pace e di riconciliazione per tutti noi e per tutta l’umanità.
Quello che avvenne ieri, avviene oggi anche per noi, se ci apriamo alla luce del Risorto, se partecipiamo in modo attivo e fruttuoso al “passaggio” aperto dalla risurrezione di Cristo. La Pasqua è un’esplosione di luce, apre verso una dimensione di vita nuova, fa entrare in un ordine decisamente diverso che riguarda non solo Gesù di Nazareth ma tutti noi, tutta la famiglia umana, l’intero universo.
È difficile parlare di luce, di pace e di vita nuova mentre siamo immersi in un’umanità sofferente, martoriata, degradata. Eppure è grazie alla Pasqua che possiamo affermare che il bene è più forte del male, che la luce prevale sulla tenebra e che la vita sconfigge la morte. Non lasciamoci scoraggiare dal lungo e tribolato cammino di questi ultimi anni: prima la pandemia, con il suo pesante carico di sofferenza, poi la guerra in Ucraina, nel cuore dell’Europa.
Se la pandemia ci ha ricordato che siamo fragili e deboli, la guerra in atto ci ricorda che si fa in fretta a precipitare nel buio, nella disumanità, nell’orrore. Se è enorme la sofferenza per ciò che sta avvenendo, se è molta l’angoscia per ciò che potrebbe avvenire, giunga a tutti l’annuncio della Pasqua di risurrezione del Signore Gesù, nostra unica speranza, nostra pace. Avvertiamo nel cuore il bisogno della Pasqua, come liberazione dal male, da ogni male, come risurrezione e vita nuova, come luce e pace dell’anima inquieta.
Formulo di cuore a voi tutti l’augurio pasquale con le parole di sant’Agostino: “La risurrezione del Signore è la nostra speranza”. Con questa affermazione, il vescovo Agostino spiegava ai suoi fedeli che Gesù ha sofferto ed è risorto per noi, perché noi, nella nostra sofferenza, non disperassimo mai: Cristo risorto è la nostra speranza!

† Gianni Ambrosio, Vescovo
Ammnistratore Apostolico
della Diocesi di Massa Carrara – Pontremoli

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