Russia e Ucraina consacrate al  Cuore Immacolato della Vergine Maria

L’atto celebrato da Papa Francesco venerdì 23 marzo nella basilica vaticana

Con l’atto di consacrazione della Russia e dell’Ucraina al Cuore Immacolato della Vergine Maria, che presiederà nella Basilica di San Pietro il 25 marzo, Papa Francesco intende portare il mondo intero – come già fecero i suoi predecessori nel Novecento – a inginocchiarsi davanti a colei che Dio non smette di offrire a tutti quale dono e segno di consolazione e di sicura speranza. Un segno forte per far sì che le false consolazioni e le false speranze che stanno alla base di ogni conflitto, inimicizia, isolamento e della stessa follia della guerra possano essere riconosciute per quel che veramente sono: morte e distruzione delle persone, del pianeta e del loro comune futuro. Da sempre, la contemplazione del Cuore Immacolato della Vergine Maria porta il popolo di Dio ad invocarla come “Regina della pace”.
Insieme a lei la pace si costruisce quando la vita umana di tutti, nessuno escluso, è “consacrata” a Dio: quando, cioè, non viene “profanata” dalle “politiche che manipolano le azioni e i destini degli uomini”, ma viene custodita “in nome della fratellanza umana che abbraccia tutti gli uomini, li unisce e li rende uguali”.
Ecco, allora, che si possono comprendere “la letizia e la gratitudine” per la decisione del Papa di cui parla mons. Paolo Pezzi, arcivescovo di Mosca e presidente dei vescovi della Federazione Russa, perché “consacrare un popolo e una terra al Cuore Immacolato di Maria ha un significato molto simbolico. Maria è la terra buona da cui nasce il Verbo fatto carne. Il cuore di Maria è la terra vergine da cui nasce ogni terra perché ogni terra, ogni popolo, è promesso o compiuto in Cristo”. Altrettanto forte la gratitudine nei confronti di Francesco per il fatto di inviare il card. Krajewski a Fatima a celebrare l’atto di consacrazione.
“Fatima – ricorda l’arcivescovo di Mosca – ha un legame particolare, almeno per quel che riguarda la Chiesa cattolica, con la Russia e anche con ogni conflitto che avviene nel mondo”. Per l’arcivescovo maggiore di Kiev, Sviatoslav Shevchuk, capo della Chiesa greco-cattolica ucraina, si tratta di “un atto spirituale atteso da molto tempo dal popolo ucraino. I cattolici ucraini, infatti, sin dall’inizio dell’aggressione russa nel 2014 chiedevano questo atto come urgente bisogno per evitare l’aggravamento della guerra e dei pericoli che pervenivano dalla Russia”.
La tradizione della Consacrazione alla Madre di Dio è molto antica. Il popolo della Rus’-Ucraina fu consacrato alla protezione della Beata Vergine Maria dal pio principe Yaroslav il Saggio. Il card. Myroslav Ivan Liubachivsky ha rinnovato questa consacrazione nel 1995 a Zarvanytsia. L’atto di consacrazione dell’Ucraina sotto la protezione della Beata Vergine Maria ha avuto luogo domenica 6 aprile 2014 in tutte le chiese della Chiesa greco-cattolica ucraina in Ucraina e negli insediamenti. Il 23 ottobre 2016 Sua Beatitudine Shevchuk a Fatima ha compiuto l’atto di consacrazione dell’Ucraina al Cuore Immacolato della Beata Vergine Maria.