I banchi di prestatori nella Pontremoli degli Sforza

Filippo Maria Visconti e Francesco Sforza invitarono ebrei a gestire un banco di prestito di denaro

L’archivio ducale di Milano conserva numerosi documenti che riguardano ebrei a Pontremoli dal Trecento al Cinquecento. Li ha rintracciati Giampietro Rigosa e la sua ricerca è pubblicata in un Quaderno dell’Associazione “Manfredo Giuliani”del 1993. La presenza ebraica nel nostro territorio provinciale non è quasi mai documentata, eppure una delle prime e importanti notizie sugli ebrei in Italia si riferisce alla protodiocesi di Luni in una lettera di Gregorio Magno papa.
Rigosa ha consultato anche tutti i numerosi riferimenti agli ebrei presenti a Pontremoli nel volume di Shlomo Simonsohn Gli Ebrei nel ducato di Milano, Gerusalemme, 1982, che esplora fonti relative agli insediamenti ebraici (quasi mille”in Italia, circa 90 in Toscana). Nella presentazione lo storico normalista Michele Luzzati osserva che il ben costruito volume di Rigosa si presta ad ulteriori sviluppi; ad esempio, elencare in dettaglio quanti ebrei hanno cognome Pontremoli e specificare la loro attività di commercio e di prestatori di denaro. Sono i ducati milanesi tra sec. XV e XVI a fornire memorie sicure di insediamenti ebraici a Pontremoli, anche a Massa, Carrara coi duchi Cybo Malaspina, in Sarzana genovese ci furono stanziamenti importanti.
Tra Pontremoli e Milano si consolida una politica del credito con banchi di prestito e attività feneratoria di usura; siamo nell’estremo confine meridionale del ducato, dove i cristiani, a cominciare dai sovrani bisognosi di soldi per le spese di guerra, chiudono un occhio sul peccato di usura e la lasciano praticare. La Chiesa stessa agevolava le convenzioni con cui i Comuni stipulavano i contratti, che non sempre esigevano interessi più alti.
Gli ebrei a Pontremoli non furono molti e vi restarono per un tempo non molto lungo, rispetto anche alla Lunigiana di costa, però fu una presenza che ha lasciato il segno; ancora oggi esiste il cognome toponimico Pontremoli. La storici lunigianesi forniscono spazi frammentari e sporadici sulla presenza ebraica a Pontremoli: poco troviamo negli studi di Emanuele Repetti, che dice gli ebrei invitati nel 1513 dal governatore Galeazzo Pallavicini a gestire un banco di prestito per una popolazione povera di cibo e di denaro. Filippo Maria Visconti e Francesco Sforza invitarono a Pontremoli ebrei a gestire un banco di prestito di denaro. Nell’analisi storica di Giovanni Sforza si ricava che vennero nel 1441, anno d’inizio della sottomissione agli Sforza.
Pietro Ferrari conosce abbastanza bene la problematica degli ebrei in Italia; in una storia di Pontremoli, pubblicata a puntate sul Corriere Apuano nel 1925,scrive che fu chiamato a prestar denaro Marco ebreo, citando gli Annali cinquecenteschi di G.R.Villani parla di un Simone del fu Moysè che da Modena venne ad abitare a Pontremoli, nel 1466 arrivò un Elia e nel 1536 un certo Isacco.
Nel 1488 in un processo a Milano contro gli ebrei si accenna agli ebrei di Pontremoli, si cita un Mosè da Lodi prestatore e dell’invio dei libri contabili a Milano. Manoscritti ebraici, e non solo, dato il costo alto della pergamena ,venivano reimpiegati per rilegare protocolli notarili e volumi.
I 21 frammenti ebraici medievali tratti dal Talmud sono stati ritrovati in Archivio di Stato sezione di Pontremoli ed esposti in mostra, usati come rinforzi di legatura di volumi di altra natura, insieme a circa 800 altri pezzi provenienti dall’archivio notarile di Pontremoli, catalogo pubblicato da Patrizia Radicchi e Ilaria Zolesi. Potrebbero essere in relazione col locale insediamento di ebrei, anche il dott. Paolo Simonelli ha scoperto nel 1999 frammenti ebraici nella rilegatura degli Statuti di Mocrone.

(m.l.s.)

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