L’esercito contro i migranti

Quella carovana di disperati al confine tra Bielorussia e Polonia

Centinaia di migranti in Bielorussia al confine con la Polonia nei pressi di Kuznica Bialostocka-Bruzgi per forzare il blocco imposto dalle autorità di frontiera e poter richiedere l’asilo. Colonne di persone con zaini e sacchi a pelo premono sul lato bielorusso della frontiera, mentre militari e agenti di polizia sono schierati lungo il confine, su cui sono state erette recinzioni metalliche sormontate da filo spinato. Il ministro della Difesa polacco, Mariusz Blaszczak, ha annunciato l’invio di 12.000 militari dell’esercito, contro quello che è stato definito “il più grande tentativo mai realizzato di entrare con la forza in Polonia”.
Da giorni circolerebbero tra i migranti messaggi che invitano a unirsi alla carovana: “questa gente è disperata, molti di loro sono bloccati al gelo nella foresta da giorni – spiega un’operatrice umanitaria – e ci chiedono di continuo aiuto per superare il confine e ottenere un visto, ma noi possiamo solo fornirgli assistenza legale”. Secondo le nuove leggi polacche sulla sicurezza nazionale, chi presta assistenza ai migranti rischia multe salate e persino il carcere. Cresce il sospetto che “a organizzare la ‘carovana della speranza’ siano state le autorità bielorusse”.
A stupire gli operatori, è il fatto che questa iniziativa “sia ben organizzata” con indirizzi e orari del raduno e un itinerario da seguire attraverso i boschi per raggiungere la Polonia, “ma i migranti non conoscono così bene Minsk o il territorio da potersi muovere con tale sicurezza“. L’emittente Tvn24 riferisce che a guidare la carovana dei migranti ci sarebbero anche “uomini armati in uniforme”. La tv privata cita i media indipendenti bielorussi, ma sia per Tvn24 che per altre testate polacche non è possibile verificare la notizia. Dall’estate scorsa è in corso una crisi umanitaria al confine tra i due paesi, con respingimenti sistematici delle persone che sono così costrette a pernottare all’aperto.
Le Nazioni Unite hanno denunciato dei morti per ipotermia. Il governo di Varsavia accusa le autorità bielorusse di favorire l’ingresso dei migranti provenienti da Iraq, Siria, Yemen, Afghanistan e addirittura dai paesi africani e che permetta loro di raggiungere il confine con Polonia, Lettonia e Lituania. Si tratterebbe di una mossa del governo di Minsk per fare pressioni politiche sull’Unione europea, che sostiene apertamente gli oppositori del presidente Aleksander Lukashenko. In particolare lo scorso luglio le autorità bielorusse hanno dirottato un volo Ryanair su Minsk per arrestare il noto giornalista dissidente a bordo, Roman Protasevich, un’azione condannata da Bruxelles che ha imposto delle sanzioni individuali contro 86 esponenti del governo.

Agenzia DiRE – www.dire.it

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