“Resta con noi, perché si fa sera” la Veglia delle Palme a Massa

Mons. Ambrosio ha incontrato, a distanza e in presenza, i giovani della diocesi

Il desiderio di conoscersi e di stare insieme, nonostante tutto: questo è ciò che si è percepito chiaramente durante l’annuale Veglia delle Palme. Una veglia per forza di cose “inedita”, svoltasi nella sala riunioni della Curia e trasmessa online. È stato il primo incontro di mons. Gianni Ambrosio con i giovani del nostro territorio: un momento intenso e tutt’altro che freddo, nonostante “in presenza” ci fosse soltanto una piccola rappresentanza di cinque ragazzi.
Ad introdurre la serata è stato don Maurizio Manganelli, responsabile della Pastorale Giovanile diocesana, che ha voluto iniziare porgendo un saluto al Vescovo emerito mons. Giovanni Santucci e ringraziando tutti gli educatori che, seppur tra mille difficoltà, “tengono vivi i gruppi della nostra diocesi”. Dopo la proiezione di un filmato su alcune realtà giovanili del territorio, è stato proclamato il brano di Vangelo che racconta la vicenda dei “discepoli di Emmaus” (Lc 24, 13-53). Il Vescovo Gianni ha dunque commentato tale pagina, evidenziando come questa vicenda rappresenti fortemente tutti noi ed il momento difficile che siamo attraversando. “Ci sentiamo raccontati nell’episodio, ha spiegato, perché possiamo notare che i nostri discorsi sono simili a quelli dei discepoli di Emmaus: quanta delusione sperimentiamo nella vita, quanta sofferenza, magari perché non capiamo il senso delle cose che avvengono”.
Questo brano, però, insegna che non siamo mai soli poiché c’è sempre “Qualcuno” che cammina con noi e, spiegandoci il senso degli eventi della nostra vita, ci fa “ardere il cuore nel petto”. Al termine del brano evangelico c’è, infine, “la preghiera più semplice e più bella che possiamo trovare, un’invocazione adattissima per il presente: ‘Resta con noi, perché si fa sera’ e nella nostra vita, si può ‘fare sera’ davvero in tanti modi”. Il Vescovo Gianni ha poi dialogato con i giovani, che gli hanno posto numerose domande. Chiara (Azione Cattolica) gli ha chiesto come sono stati i primi mesi nella nostra diocesi, cosa ha apprezzato e su cosa ritiene che si debba ancora lavorare.

La croce non è l’ultima parola

Il Vescovo Gianni ha celebrato a Massa “l’ingresso di Gesù a Gerusalemme”, domenica scorsa, in una Cattedrale addobbata con palme e rami di ulivo e nel rispetto delle norme anti Covid. I seminaristi hanno prestato servizio all’altare insieme ad un bel gruppo di chierichetti. All’ingresso, la messa è iniziata con la lettura del Vangelo di Marco che narra l’accoglienza trionfale e festosa che gli abitanti di Gerusalemme riservarono a Gesù.
Al termine, dopo una breve monizione, il Vescovo, benedicendo “i rami di ulivo e le palme”, si è incamminato verso l’altare maggiore al canto “Osanna al Figlio di David: benedetto colui che viene nel nome del Signore”. Tre lettori e un diacono hanno proclamato il testo della Passione, tratto sempre dal Vangelo di Marco.
Nella breve, ma intensa, omelia mons. Ambrosio ha voluto mettere a confronto le due scene raccontate dal Vangelo: quella della folla che “osanna il redentore” e quella della stessa folla che grida di metterlo a morte con la crocifissione, quando viene condotto dinanzi a Pilato, il governatore romano.
“Le due scene – ha affermato – ci spronano a prendere coscienza della nostra vita di fronte alla figura di Cristo: anche noi siamo chiamati a deciderci per Lui. E anche a noi, suoi discepoli, capiterà di essere osannati e poi umiliati: ma sappiamo che la croce non è l’ultima parola, la morte infatti è stata sconfitta dalla risurrezione che celebreremo a Pasqua”.

Quanto ai lati positivi, dopo aver lodato la bellezza del territorio in cui viviamo, il Vescovo Gianni ha detto di aver riscontrato grande disponibilità ed una notevole apertura all’incontro. Passando invece agli aspetti “da migliorare”, ha esortato ad attenuare i particolarismi e ad impegnarsi al massimo per lavorare sempre meglio insieme. Mattia (Gruppo inter-parrocchiale di Scorcetoli, Filattiera, Malgrate e Vico) ha invece interrogato il Vescovo Gianni su come i giovani possano “far sentire la loro voce” durante questo periodo in cui la diocesi attende un nuovo Pastore e, più in generale, quando la pandemia sarà terminata.
A tal proposito mons. Ambrosio ha esortato i ragazzi a presentare le loro idee e le loro proposte ed ha ribadito che si impegnerà in prima persona affinché le istanze dei giovani vengano prese in considerazione. Interrogato da Luca (Centro Giovanile di Carrara) sui nuovi mezzi di comunicazione, il Vescovo Gianni ne ha riconosciuto i limiti ma li ha lodati perché spesso permettono di raggiungere anche chi, per qualunque motivo, si trova lontano dalla Chiesa o “dal mistero della liturgia”.
Infine, Alessio (San Sebastiano) ha chiesto al Vescovo di parlare della propria gioventù. Mons. Ambrosio ha affermato che di quegli anni ricorda “un grande entusiasmo, il desiderio di risorgere a vita nuova, di crescere”, aspetti positivi che egli auspica possano essere sempre più presenti anche nei giovani di oggi, perché “se manca l’entusiasmo la vita diventa triste”.
Il poco tempo, limitato dal “coprifuoco”, non ha permesso di porre al Vescovo Gianni tutti i quesiti sorti nei ragazzi intervenuti: restano come piccolo “bagaglio” per un prossimo incontro, magari in presenza e sicuramente con grande gioia.

(I.B.)

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