Maria Maddalena. Equivoci, storie, rappresentazioni

Adriana Valerio (Sperone, 26 aprile 1952) è una storica e teologa italiana. Da decenni impegnata nel reperire fonti e testimonianze per la ricostruzione della memoria delle donne, nella storia del Cristianesimo. Tra le prime italiane, laureate in teologia, ha posto, alla fine degli Anni Ottanta, la questione dell’esegesi femminile, divenendo alquanto esperta nel campo. Autrice di vari saggi ha tenuto, e tiene, conferenze in Italia e nel mondo.
Nel libro “Maria Maddalena. Equivoci, storie, rappresentazioni” (Il Mulino 2020) la Valerio ripropone, in modo rigoroso, la centralità della discepola di Gesù. Figura femminile alquanto citata nei Vangeli, molto rappresentata dai pittori, vicina al Maestro sin dalla Galilea. Presente sul Golgota, ai piedi della Croce e prima testimone della Resurrezione di Cristo. Sicuramente vittima di un travisamento esegetico da parte del Papa Gregorio Magno che, in modo errato, l’ha identificata con la prostituta anonima del racconto di Luca (cap. 7) influenzando negativamente l’opinione pubblica.
L’evangelista Giovanni invece presenta Maddalena come discepola e apostola. Colei che vede, riconosce e, correndo piena di gioia, dà agli apostoli il “sconvolgente”, mirabile annuncio della Resurrezione. É proprio incontrando il Risorto che diviene apostola di Cristo, inviata da Lui ai discepoli, compreso Pietro, per garantire l’evento pasquale di cui è stata diretta testimone. Il suo culto si era imposto già nel quarto secolo in Oriente e ad Efeso, dove si diceva fosse arrivata con la Madonna e Giovanni, il discepolo prediletto. I primi scrittori cristiani sottolineano, con forza, la fede della Maddalena, anche se in quanto donna, rimaneva difficile considerarla pienamente “apostola”, causa primato e superiorità maschile. Vera meschinità che, purtroppo, permane abbondantemente anche ai giorni nostri.
Chi scrive non è certo in grado di approfondire la complessa personalità della Maddalena, ma la sua figura ed il suo operare, come è nel desiderio dell’autrice, offrono opportunità di riflettere sul ruolo della donna, nella società e nella Chiesa. É su questo punto che vogliamo soffermarci. Le relazioni fra i sessi abitano i bordi di un crinale dove le spinte si contrappongono. Da un lato, nella coscienza collettiva, si sono sedimentati indubbi segnali di libertà femminile; dall’altro lato l’economia dei maschi si è arroccata nei fortilizi di uno sguaiato, quanto rozzo maschilismo. Un predominio pericoloso attraversato, da parte di tanti uomini, dalla paura di perdere quello “status” cristallizzato nel tempo che, sovente, sfocia nel disprezzo, nell’odio, nella violenza più truce come il femminicidio.
Per tornare sul ruolo delle donne nella Chiesa è lo stesso Papa Francesco a sottolineare il grande contributo che l’altra metà del cielo sta dando alla teologia e ai ministeri laicali, basati sul Sacramento del Battesimo e che devono essere affidati a tutti i fedeli idonei, indipendentemente dal sesso. Le parole di Sua Santità rappresentano un riconoscimento e un incoraggiamento a camminare sulla via che conduce al rispetto dell’intangibile dignità di ogni persona.
Nel 2016, papa Bergoglio ha fissato la festa liturgica a memoria della Maddalena, nel giorno 22 luglio, dando così risalto al suo ruolo di evangelizzatrice ed additandola a modello per ogni cattolica. Riflettere sul “caso Maddalena”, addentrarsi nelle pieghe della storia, significa “rimuovere equivoci e manipolazioni ritrovando, nel cuore del Cristianesimo, i ruoli determinanti che le donne aspettano ancora di svolgere. Pur avendoli avuti fin dalle origini…”.
Ai giorni nostri molto deve essere ancora fatto in quanto il cammino permane faticoso e lungo. Lontana ancora la giusta, corretta visibilità, il dovuto rispetto alle donne. Persone… al femminile.

Ivana Fornesi