Sabato 10 ottobre si concluderanno in diocesi le celebrazioni per la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato
“Come Gesù Cristo, costretti a fuggire. Accogliere, proteggere, promuovere e integrare gli sfollati interni“. È questo il titolo del Messaggio di Papa Francesco per la 106.ma edizione della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, che la Chiesa Cattolica ha celebrato domenica scorsa. “Alla luce dei tragici eventi che hanno segnato il 2020 – scrive il Papa – estendo questo Messaggio dedicato agli sfollati interni a tutti coloro che si sono trovati a vivere e tuttora vivono esperienze di precarietà, di abbandono, di emarginazione e di rifiuto a causa del COVID-19”.
Quattro, indica Francesco, sono i verbi chiave che devono rappresentare la bussola per la tutela delle persone più vulnerabili: accogliere, offrendo possibilità più ampie di ingresso sicuro e legale nei paesi di destinazione; proteggere, agendo in difesa dei diritti e della dignità dei migranti e dei rifugiati, promuovere e integrare, favorendo la cultura dell’incontro e le buone pratiche d’inserimento sociale.
Accogliere, proteggere, promuovere e integrare,
sono i quattro verbi chiave indicati da Papa Francesco
Le celebrazioni per la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato si concluderanno in diocesi sabato 10 ottobre con una iniziativa – inizialmente programma per sabato 3 e poi rinviata per le previsioni di maltempo -promossa dall’Ufficio Migrantes diocesano alla quale ha aderito il Comitato locale “Marcia della Pace”, di cui fanno parte l’Azione Cattolica, la Chiesa metodista di Carrara, la Chiesa Ortodossa di Massa e di Carrara, la Caritas diocesana, l’Accademia della Pace, la Comunità musulmana di Massa e di Carrara, l’Associazione Casa di Betania Onlus.
La data non è stata scelta a caso: la notte tra il 2 e il 3 ottobre 2013 un barcone, partito dalla Libia nelle ore precedenti, si rovesciava e affondava a meno di un chilometro dall’Isola dei Conigli (parte della Riserva naturale dell’isola di Lampedusa). A bordo della nave c’erano oltre cinquecento persone: 368 di queste persero la vita. Si tratta ancora oggi di una delle stragi con il maggior numero di vittime, avvenute nel Mediterraneo.
Dal 2015, dopo il via libera della Camera dei Deputati, il 3 ottobre è divenuto la “Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione”, per ricordare “chi ha perso la vita nel tentativo di emigrare verso il nostro Paese per sfuggire alle guerre, alle persecuzioni e alla miseria”.
La direttrice dell’Ufficio Migrantes, Ivonne Tonarelli, ha reso noto il programma secondo il quale si svolgerà l’evento di sabato 10 ottobre. L’incontro dei partecipanti è previsto per le 16 sul molo dell’area pescatori di Marina di Carrara, a cui si potrà accedere dall’ingresso al mercato del pesce di Viale Colombo. Saranno applicate le norme anti-Codid-19.
La cerimonia avrà inizio con la lettura di alcune storie di migranti ospiti di Casa Betania, tratte dai diari del progetto DIMMI (Diari Multimediali Migranti). Seguiranno poi gli interventi delle autorità civili provinciali e delle autorità religiose, che reciteranno una preghiera corale, oltre al Padre Nostro (i cristiani) e ad alcuni versetti del Corano (i musulmani).
L’attenzione sarà poi rivolta al mare: ghirlande di fiori saranno gettate in acqua da alcune imbarcazioni della cooperativa Alta Marea (di cui è presidente Angelo Batti) in memoria delle migliaia di bambini, donne e uomini che, fuggendo da guerre, povertà e sofferenze, hanno perso la vita durante la traversata del Mar Mediterraneo, inseguendo il sogno di un futuro migliore.



