Il nuovo ponte Genova – San Giorgio: segno di unione, monito per la memoria

Inaugurato a due anni dalla catastrofe. Cerimonia con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha incontrato i familiari delle 43 vittime del crollo del ponte Morandi. Per l’arcivescovo di Genova, mons. Tasca, il nuovo ponte “sia un segno di comunione e di fraternità, un invito al superamento delle opposizioni e delle incomprensioni”

32ponte_arcobalenoLe previsioni parlavano chiaro e la pioggia non si è fatta attendere su Genova lunedì 3 agosto, giorno dell’inaugurazione del nuovo ponte Genova – San Giorgio. Ma poco prima della cerimonia, un arcobaleno ha fatto da sfondo a quel momento solenne e indimenticabile per la città che ha celebrato così il nuovo collegamento autostradale, sorto a quasi due anni dal tragico crollo del ponte Morandi che causò la morte di 43 persone. Prima di raggiungere il ponte autostradale, il capo dello Stato, Sergio Mattarella, ha incontrato in forma privata il Comitato dei familiari delle vittime.
Prima e dopo la cerimonia sono risuonate le note di Creuza de ma di Fabrizio De Andrè nella versione riarrangiata da 18 artisti italiani. Poi l’Inno d’Italia e la lettura dei nomi delle vittime del crollo del 14 agosto 2018. E un minuto di silenzio, carico di emozione, sotto l’arcobaleno, segno visibile di rinnovata speranza. Il primo a prendere la parola è stato il commissario straordinario per la ricostruzione e sindaco di Genova, Marco Bucci, che ha sottolineato, commosso, come la città sia riuscita a costruire un modello di successo: “Genova e questo cantiere – ha detto – lanciano un messaggio di fiducia e di speranza per il futuro. Signor presidente, abbiamo fatto di Genova un modello per l’Italia, noi vogliamo che l’Italia diventi un modello per l’Europa e per il mondo”.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel corso dell’incontro con i familiari delle vittime del Ponte Morandi
Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel corso dell’incontro con i familiari delle vittime del Ponte Morandi

Poi le parole del commissario per l’emergenza e governatore della Liguria, Giovanni Toti, che ha incentrato il suo discorso sulle locuzioni “mai più”, in riferimento alla tragedia del ponte Morandi e “sempre così”, in riferimento ai lavori che hanno portato alla realizzazione del nuovo viadotto. Spazio poi all’architetto e ideatore del progetto del nuovo ponte, Renzo Piano, che ha ricordato che il nuovo viadotto è un ponte frutto di un lutto: “Il lutto non si dimentica – ha detto Piano – il lutto si elabora. Qui ci siamo smarriti e qui ci ritroviamo per ringraziare chi ha costruito il ponte con rapidità. Mi auguro che il ponte sia amato. Essere amati nella tragedia non è facile, ma credo che sarà amato perché è semplice e forte come Genova”.
Infine, il premier Giuseppe Conte ha ribadito quanto sia ancora “troppo acuto, tangibile il dolore per la tragedia” e ha sottolineato gli inadempimenti che “hanno causato il crollo” del Morandi. “Il ponte che oggi inauguriamo è figlio della volontà di ricomporre ciò che è stato spezzato”, ha aggiunto.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella con Renzo Piano
Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella con Renzo Piano

Dopo i discorsi delle autorità, il taglio del nastro e la benedizione al viadotto da parte dell’arcivescovo mons. Marco Tasca, che nella preghiera ha espresso il compiacimento della Chiesa genovese a questa nuova opera “che nasce dall’impegno e dalla collaborazione, dall’armonia di competenze e di responsabilità, dalla dedizione e dalla perizia di chi, a tutti i livelli, ha lavorato perché si giungesse a questo giorno”. L’arcivescovo ha auspicato che il nuovo ponte “sia un segno di comunione e di fraternità, un invito al superamento delle opposizioni e delle incomprensioni, un monito che ci impone di custodire, con umiltà, la memoria di quanto accaduto”.
Non va dimenticato, infatti, “chi in questo luogo ha perduto familiari e amici, chi ha dovuto lasciare la propria casa, chi ha subito danni al proprio lavoro”. Il nuovo ponte, ha concluso mons. Tasca, “faciliterà le comunicazioni e gli scambi, umani e commerciali, di cui la nostra terra ha tanto bisogno” e “aiuterà a coltivare i sogni di bontà di chi farà qui la propria strada attraversando la nostra città”.

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte al taglio del nastro con il presidente della Liguria, Toti, e il sindaco di Genova, Bucci
Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte al taglio del nastro con il presidente della Liguria, Toti, e il sindaco di Genova, Bucci

Sono risuonate le sirene del cantiere e le campane delle chiese che sorgono vicino al ponte, poi il suggestivo passaggio delle Frecce tricolori, mentre il presidente della Repubblica ha percorso a piedi, insieme alle autorità, un pezzo del nuovo Ponte, verso Levante. Dal mare anche la nave scuola a vela ‘Amerigo Vespucci’ ha salutato il nuovo viadotto sul Polcevera illuminata coi colori della bandiera italiana, così come la Lanterna. Da lunedì 3 agosto, Genova ha di nuovo il suo ponte sul Polcevera, dopo un anno e mezzo di lavori che sono proseguiti senza sosta e che hanno restituito il viadotto alla città in tempi record. Il simbolo di Genova si vestirà invece coi colori della bandiera di San Giorgio il prossimo venerdì 14 agosto, giorno dell’anniversario del crollo del Morandi, giorno del ricordo e della memoria, per omaggiare quarantatrè vite spezzate. Genova va avanti, ma non dimentica. Michela De Leo Il Cittadino – Genova

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