Studenti lunigianesi verso il diploma: in bilico tra il desiderio di restare e la necessità di muoversi

Esami di maturità al via anche per i giovani delle scuole superiori della Lunigiana. Con una domanda cruciale sul post-diploma

Foto di archivio di studentesse e studenti che aspettano l'inizio delle prove di esame di maturità. ANSA/CIRO FUSCO
Foto di archivio di studentesse e studenti che aspettano l’inizio delle prove di esame di maturità. ANSA/CIRO FUSCO

Ogni anno, con l’arrivo dell’estate, centinaia di ragazzi lunigianesi si trovano davanti alla stessa, cruciale domanda: “E adesso cosa faccio?”. La scelta del percorso post-diploma rappresenta il primo vero spartiacque verso la vita adulta. In un territorio come quello della Lunigiana questa decisione è come in bilico tra il desiderio di restare e la necessità di muoversi. Per capire come si orientano i giovani, si può osservare l’offerta formativa delle scuole superiori nel nostro territorio, infatti i ragazzi sono ben distribuiti tra gli studi più teorici dei licei e gli studi applicati ad aspetti più pratici, già improntati in un determinato settore dei tecnici e professionali.

La maggior parte dei ragazzi che si diplomano nei licei scelgono di proseguire il loro percorso di studi iscrivendosi all’università, questo però significa quasi sempre diventare pendolare o fuori sede. Le mete storiche dei Lunigianesi restano l’Università di Pisa e Parma e gli atenei della vicina Liguria come La Spezia e Genova, anche se sempre più persone scelgono anche città più grandi e distanti come Firenze, Bologna o Milano. Per quanto riguarda le facoltà la scelta è abbastanza varia, molto gettonate sono le facoltà nell’ambito medico-sanitario ed economico-giuridico ma anche i corsi in ambito umanistico e le ingegnerie, anche se in media molto meno scelte dalle ragazze rispetto ai ragazzi. Chi esce dagli istituti professionali invece ha principalmente un obiettivo diverso: l’inserimento immediato nel mondo del lavoro o la specializzazione tecnica superiore (ITS).

Foto di archivio di un momento della prova scritta dell'esame di maturità ANSA/ ALESSANDRO DI MARCO
Foto di archivio di un momento della prova scritta dell’esame di maturità ANSA/ ALESSANDRO DI MARCO

Infatti sono sempre di più i ragazzi che con un diploma di un istituto tecnico o di un ITS scelgono di cercare un impiego nell’ambito in cui hanno studiato. Anche qui però si presentano alcune difficoltà strutturali date dal nostro territorio: infatti molti ragazzi sono costretti a spostarsi verso i centri più vicini come La Spezia per trovare un lavoro che li soddisfi. La Lunigiana però offre comunque opportunità in determinati settori come quello del turismo e della ristorazione, dell’artigianato ma anche dell’agricoltura. Molti ragazzi scelgono di non proseguire gli studi per una precisa volontà di indipendenza economica, una tendenza che a livello nazionale riguarda circa il 60% dei diplomati complessivi, ma che nelle aree interne diventa spesso una necessità legata alla carenza di servizi e opportunità culturali in loco.

La vera sfida per i giovani quindi non è solo scegliere cosa fare in futuro ma anche dove farlo, il rischio della così detta “fuga dei cervelli” è concreto: l’università porta i ragazzi fuori dal territorio e il mercato del lavoro locale non sempre riesce a riassorbirli con stipendi e ruoli adeguati alle loro competenze.

Tuttavia, la flessibilità del lavoro da remoto e la nascita di startup legate al turismo sostenibile stanno aprendo nuove opportunità. La sfida delle istituzioni e delle scuole locali, sarà quella di creare ponti sempre più solidi con le imprese del territorio, dimostrando ai ragazzi che la Lunigiana non è solo il posto da cui partire, ma anche un luogo in cui poter investire sul proprio futuro.

(Elena Martinelli)