Strade

Domenica 5 aprile, Domenica delle Palme
(Is 50,4-7;   Fil 2,6-11;   Mt 26,14- 27,66)

14vangelo“La folla, numerosissima, stese i propri mantelli sulla strada, mentre altri tagliavano rami dagli alberi e li stendevano sulla strada”.
Occorre che torniamo ad amare le nostre strade.
Quelle strade che permettono ai nostri passi di essere Vita.
Quelle strade che sono possibilità di relazione.
Quelle strade che sanno di promessa, anticipazione di una dimora.
Occorre che torniamo ad amare le nostre strade.
Quelle strade che ci hanno visto crescere, e sbagliare, cadere e rialzarci.
Quelle strade che sono nude e aperte, che certificano il passaggio.
Quelle strade che continueranno a indirizzare cammini anche dopo che ce ne saremo andati.
Quel giorno la folla, a Gerusalemme, non aveva capito niente però.
Però gli piaceva l’idea di un Dio che non si barrica nel Tempio, che non si nasconde dietro il Velo, che si mischia con la gente. (Poi, la gente, ha avuto anche paura, forse perché sulla strada del Calvario aveva capito il rischio di un Dio troppo umano).
Occorre che torniamo ad amare le nostre strade.
Quelle strade che sanno di polvere e mistero.
Quelle strade che gridano povertà e sussurrano solitudine.
Quelle strade che Tu Signore continui a percorrere, Dio fatto carne per camminare in questa umanità troppo disorientata. Quel giorno la folla stendeva mantelli, perché è bello sentire che un Dio voglia camminare dentro di noi. Sul Calvario si divideranno le Sue vesti. Che l’Amore fa paura.
Occorre che torniamo ad amare le nostre strade. Quelle strade che ci vedono camminare abbandonando le sicurezze. Quelle strade che raccontano di una nostalgia, di una casa paterna da raggiungere.
Quelle strade che Tu Signore hai camminato per testimoniarci la possibilità di una direzione. Di un Senso.
Occorre che torniamo con Te sulla strada che hai percorso per entrare in Gerusalemme, profezia della salvezza pasquale che da allora scorre nelle vene del mondo.
Occorre che entriamo con te in Gerusalemme, incredibile messaggio di speranza per tutte le Gerusalemme del mondo. Occorre che torniamo alle nostre strade.
Quelle della nostra quotidianità. Quelle di cui conosciamo benissimo la polvere.
Quegli spazi di terra frequentata da chiunque che permettono l’incontro, la comunicazione, la resistenza semplice al dramma dell’isolamento.
Occorre che torniamo alle nostre strade, e che lo facciamo adesso, subito, con passione. E che restiamo fedeli alle strade, anche quando vanno in salita sotto un cielo buio che sembra tanto al tuo Calvario.
Occorre che torniamo alle strade perché tu, sulla strada, ci attendi. E che il nostro camminare possa diventare sempre di più seguire, seguirti. E che il nostro amore si lasci fecondare dal bisogno di muoverci incontro a Te, incontro al fratello, incontro a noi stessi.

don Alessandro Deho’

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