Otto giorni dopo venne Gesù

Domenica 12 aprile – Seconda di Pasqua o della Divina Misericordia
(At 2,42-47 1Pt 1,3-9 Gv 20,19-31 )

La seconda domenica di Pasqua dedicata alla Misericordia mette in risalto il senso profondo della Pasqua, della passione, morte e risurrezione di Gesù. La misericordia di Cristo per gli uomini L’ha portato ad offrire la Sua vita per la loro salvezza.
Nel vangelo odierno Gesù appare agli apostoli mostrando loro i segni della passione così da convincerli che non è un fantasma e che la Sua passione non è stata una messa in scena.
I segni della passione nel corpo glorioso testimoniano la Sua vittoria sulla violenza umana e sulle forze del male. Gesù appare agli apostoli e Tommaso non c’era. Quando gli raccontarono dell’accaduto lui non credette e, come gli altri, volle vedere Gesù e toccare i segni della passione. Gesù l’accontenta e ritorna ad apparire a tutti loro una seconda volta e invita Tommaso a toccare i segni della passione per smettere d’essere incredulo.
La Sua misericordia non ha limite, dopo la lunga passione non ha un rimprovero per gli apostoli ma continua come prima a sopportare la loro ignoranza e lentezza nell’afferrare il senso delle scritture. Cristo è l’unico che non si stanca mai dell’uomo perché si è talmente legato a lui da diventare con lui una sola cosa. Il Suo amore si rivela nella Sua infinita misericordia.
Gesù appare a tutti insieme e non a Tommaso da solo, tiene a ricordare loro l’importanza della comunità e della comunione. È nella comunità che facciamo le esperienze di fede autentiche che comportano dubbi e conferme.
Come descrivono gli atti degli apostoli, quelli che erano battezzati erano perseveranti nell’insegnamento degli apostoli e nella comunione, nello spezzare il pane e nelle preghiere.
La fede e la Misericordia di Dio si sperimentano nella comunità dove si condividono il pane quotidiano e i momenti di preghiera.
Nella comunità la perseveranza diventa possibile con la preghiera di tutti i fratelli. Ognuno partecipa con le proprie risorse e viene sostenuto dall’insieme. La domenica della Misericordia ci ricorda che l’evento pasquale non è stato una impresa vendicativa di Cristo contro gli uomini e nemmeno contro gli Ebrei che l’hanno crocifisso, ma è un’iniziativa misericordiosa per svelare l’abbondanza dell’amore del Padre per gli uomini, la volontà di Cristo di salvare tutti quelli che il Padre Gli ha affidato.
Rifugiamoci in quella sorgente di vita, la Sua misericordia, dove le nostre infedeltà, le nostre ripetute cadute e ferite vengono sanate e ritroviamo forza e vigore per continuare il cammino verso l’eternità beata.

don Jules Ganlaky