Crisi di iscrizioni alle scuole superiori del fivizzanese

Solo all’ex istituto “Sambuchi” ci sarebbero i numeri sufficienti per dar vita ad una prima classe. C’è bisogno di nuove scelte per rintracciare i veri bisogni del territorio.

La facciata dell'istituto Pacinotti-Belmesseri (ex Sambuchi)
La facciata dell’istituto Pacinotti-Belmesseri (ex Sambuchi)

è stato uno degli argomenti più discussi, dentro e fuori dai palazzi istituzionali, quello dello scarso numero di iscrizioni alle Scuole Superiori presenti a Fivizzano. I dati sono sconfortanti. Pare, infatti, che solo all’ex Istituto “Sambuchi”, oggi “Pacinotti-Belmesseri”, ci siano i numeri sufficienti – risultano 13 – per dar vita ad una prima; per il MAT, l’Agrario, il Socio-sanitario gli studenti iscritti non arrivano, complessivamente, a 10. L’unica soluzione per conservare quei corsi è la costituzione di una classe articolata, uguale per tutti, ma diversificata negli insegnamenti specifici. Verrà concessa dal Provveditorato, con il quale l’assessora alla Pubblica Istruzione Francesca Nobili ha dichiarato di “essere in colloquio costante”? Anche i rappresentanti della lista “Alternativa per il futuro” hanno in programma un incontro col Provveditore per sottoporre alla sua attenzione i problemi delle Superiori fivizzanesi.

L’assessora alla Pubblica Istruzione Francesca Nobili
L’assessora alla Pubblica Istruzione Francesca Nobili

I consiglieri della stessa lista avevano presentato una mozione in Consiglio Comunale per la creazione di una commissione che seguisse le varie fasi dell’orientamento, ritenuto, però, di non “competenza della politica” dalla maggioranza, impegnata, inoltre, a mantenere contatti con tutte le istituzioni, locali e regionali. Il sindaco Gianluigi Giannetti e la sua Giunta avevano messo in campo anche due iniziative favorevoli agli studenti che si iscrivessero agli istituti fivizzanesi: la gratuità dei libro di testo e il bus-buster, oltre all’organizzazione di convegni, aperti a tutte le componenti scolastiche, per illustrare le peculiarità, talvolta uniche, degli indirizzi delle scuole di Fivizzano e per richiamare i valori dell’identità e dell’impegno a migliorare il proprio territorio. I risultati non sono certo stati pari alle attese, se è “a rischio la sopravvivenza dei tre corsi citati”, si legge in una nota dell’assessora Nobili. A questo punto è evidente che la situazione richiede riflessioni ed interventi diversi, partendo dalla considerazione che, negli ultimi trenta anni, gli alunni sono drasticamente calati, a causa delle poche nascite e dello spopolamento dei paesi. Basti pensare che gli alunni delle terze Medie di tutto l’Istituto Comprensivo “A. Moratti”, quindi dei Comuni di Fivizzano e Casola, sono solo 53: 21 nella sezione di Soliera, ora collocata a Fivizzano, 18 in quella del capoluogo, 8 in quella di Monzone, 6 in quella di Casola, a fronte dei circa 130 degli anni Ottanta. Certamente, poi, il trasferimento obbligato dell’Agrario dal convento di Soliera a Fivizzano in conseguenza del terremoto, come la chiusura del convitto, il contemporaneo nascere di altri Agrari in centri vicini e i ritardi nella costruzione, da tempo già finanziate, di nuove strutture hanno contribuito a mettere in crisi le scuole della Lunigiana Orientale, e non solo le scuole Superiori, ma anche tutti gli altri ordini scolastici, costretti spesso a ricorrere a pluriclassi. C’è anche il pericolo che perda forza l’idea dell’Omnicomprensivo. Da tutto questo discende “la necessità, come è stato detto, di nuove scelte frutto della ricerca dei reali bisogni del territorio, verso i quali orientare i giovani in forme attrattive, anche per le possibilità di futura occupazione”. Non trascureremo, però, neanche di pensare a qualcosa di nuovo nella distribuzione e nella organizzazione degli Istituti in una visione comprensoriale: un razionale policentrismo scolastico, rispettoso delle varie aspettative territoriali, potrebbe far bene alla Lunigiana, specialmente se sorretto da un efficiente servizio di trasporti. Un tempo erano i maestri che raggiungevano, magari a piedi, gli scolari nei paesini più lontani, vengono in mente Corsano, Cecina, La Giunca, Tenerano, Colla,….. Oggi è possibile fare il percorso inverso, evitando, però, l’eccessivo accentramento, che in qualche caso ha favorito lo spopolamento dei borghi.

Andreino Fabiani