Compimento

Domenica 16 febbraio, VI del tempo ordinario
(Sir 15,16-21; 1Cor 2,6-10; Mt 5,17-37)

07vangelo“Non sono venuto per abolire la Legge o i Profeti ma per dare pieno compimento”. Liberaci Signore dalla tentazione di abolire il passato, liberaci dalla paura, quella che ci fa vivere in contrapposizione con chi ci ha preceduto. Donaci il coraggio del “compimento”, donaci di sentire che la vita è una gravidanza e che le doglie sono solo il cammino verso la nascita. Aiutaci a comprendere che ogni persona, come la Legge sono in cerca di compiersi nell’amore. Donaci di credere che Tu sei il nostro unico compimento.
“Non passerà un solo iota o un solo trattino della legge”. Liberaci Signore dal pressapochismo, dalla superficialità di chi crede che “perdonare” sia una scorciatoia per dimenticare. Liberaci dalla tentazione di credere che la misericordia e il dialogo siano un modo per svendere la nostra identità, aiutaci a capire che è esattamente il contrario, l’amore permette di entrare così in profondità nelle leggi del mondo da gustarne ogni minimo trattino.
“Ma io vi dico chiunque si adira con il proprio fratello…” Liberaci Signore da quella superficialità che ci fa sentire perfetti perché “non facciamo niente di male”, aiutaci ad avere uno sguardo più profondo, donaci il coraggio di entrare nella vita sapendo che le nostre parole, i nostri silenzi, le nostre superficialità possono ferire e uccidere. Donaci il coraggio dell’amore. Donaci di arrivare a lasciarci ferire per amore.
“Lascia il tuo dono davanti all’altare”. Liberaci Signore dalla tentazione di credere che il rito sia sufficiente a vivere in pienezza, aiutaci a comprendere che il vero rito è la compassione, che liturgia vera è solo l’incontro con il fratello. Donaci di vivere nella sacralità dei legami.
“Chiunque guarda una donna per desiderarla”… Ti chiediamo Signore il coraggio di dare nome ai nostri desideri, donaci la forza di guardarli in viso, di dare loro nome, aiutaci a non affogare negli istinti, donaci nostalgia di Eterno, donaci di essere desiderio di vita.
“Se il tuo occhio destro è motivo di scandalo cavalo (…) se la tua mano destra è motivo di scandalo, tagliala” Liberaci dallo scandalo, che è l’inciampo verso la nostra piena umanità, donaci il coraggio di ammettere che scandaloso non è il mondo che è fuori di noi ma il modo con cui lo guardiamo, aiutaci ad ammettere che il male spesso si annida nei nostri sguardi e nelle nostre azioni.
E non che non ci sia mai dato di ripudiare l’amore, anche quando l’amore tradisce, che Tu mai ci hai ripudiato, nonostante la nostra fragilità. E donaci la forza della verità, che il nostro parlare sai “sì,sì, no, no” perché ne abbiamo bisogno, per non smarrirci, per non perdere la fiducia nell’uomo, per non perdere la fede nella vita.

don Alessandro Deho’

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