La tramontana, dunque, esiste ancora!

04meteoOrmai la tramontana veniva data per dispersa, quando all’improvviso, sabato notte, è arrivata soffiando e gemendo da par suo. Il vento da nord si era distinto finora come il grande assente dell’inverno in corso. Poche e di breve durata le sue apparizioni, il più delle volte come parentesi favonica, tranne la tramontana scura e rigida del 12-13 dicembre.
Per il resto, tolte le fasi di cielo coperto con piogge, venti da sud e temperatura mite, dominanti fino al 21 dicembre, le quattro settimane successive hanno visto prevalere le inversioni termiche con nebbie e/o gelate e brinate nelle valli in concomitanza di un clima gradevole in montagna.
Ora la situazione si è ribaltata e, con l’atmosfera mossa dal vento, il freddo si fa più vivo man mano che si sale di quota. Prima del cambio di registro, però, è stato necessario assistere ancora ad una razione di freddo umido ristagnante in basso.
04meteo_tabellaMartedì 14, mercoledì 15 e, di nuovo, venerdì 17 sono state giornate topiche in tal senso: silenzio, brume e oscurità, pioviggine e visibilità da mediocre a cattiva tra dense foschie e nebbie d’avvezione. Il 16, leggera stemperata e aria meno fredda, ma le schiarite serali hanno fatto il solito gioco di rendere più fredda la notte successiva favorendo formazione di brina e gelo e, all’aurora, permettendo alla nebbia presente in tutto il fondovalle di raggiungere la conca di Pontremoli per circa mezz’ora intorno alle 8. Un’ora e mezza di sole e poi cappa di nubi stratiformi basse e foriere di ulteriori pioggerelle entro sera, giusto all’ora del falò del ‘Vaticano’. Ma ormai le correnti settentrionali scalpitavano ed erano pronte a levarsi, dapprima unendosi alla pioggia intensificatasi durante la notte di sabato 18.
Un bel regalo dell’ultima perturbazione è la neve caduta in Appennino dai 1000 metri in su. I monti spogli fino ai più alti crinali non si potevano proprio più vedere. Le folate boreali continuano a vegliare notte e dì, al cospetto di un cielo dipinto dalla presenza di nubi di più tipi e varietà.
Non ci si può, del resto, lamentare della tramontana a gennaio, che normalmente dovrebbe essere, in questo periodo, anche più rigida e persistente. Altro fatto da notare è l’impennata dei barometri nella giornata di lunedì 20: una vasta cellula anticiclonica con massimi fino a ben 1050 hPa si è distesa su molte regioni centroeuropee ed anche sul Nord Italia sono stati raggiunti e superati valori di 1040 hPa.

a cura di Maurizio Ratti, Mauro Olivieri e Giovan Battista Mazzoni

Condividi