Si è addormentata nel Signore suor Maria Buratti

Religiosa assai conosciuta per il suo impegno nel mondo della scuola. È stata vicina a tanti, in particolare alle persone povere, fragili, ammalate. Aveva 98 anni

Suor Maria Buratti
Suor Maria Buratti

Come ricordare suor Maria Buratti, senza parlare di scuola, di educazione, di insegnamento, di impegno fattivo a favore dei bambini? Certamente suor Maria Buratti è stata vicina a tanti, particolarmente alle persone povere, fragili, ammalate, secondo il carisma dell’Istituto Figlie di Maria Vergine Immacolata di Savona in cui entrò da giovane.
Come suora ha fatto proprie le necessità di numerose famiglie bisognose , i problemi dei genitori delle frazioni periferiche del nostro territorio, le esigenze dei detenuti in carcere e dei loro famigliari, dei migranti e delle loro aggregazioni, del volontariato e dei volontari, delle parrocchie e dei parroci, delle congregazioni religiose e delle suore.
Al primo posto nella sua vita di religiosa e di educatrice tuttavia ha messo sempre l’attenzione ai bambini a favore dei quali fondò, nel 1972, assieme a diverse altre rappresentanti di scuole private della provincia e privati cittadini, l’Associazione scuole materne libere di Massa-Carrara. Il suo modo di essere e di incontrare le persone era segnato da un ascolto attivo, rispettoso, accogliente, comprensivo.
Ascoltava e cercava di incontrare lo sguardo dell’altro. Sapeva intercettare in questo modo il bisogno, la sofferenza, le difficoltà della vita di ognuno. Si prendeva cura dei bambini e le brillavano gli occhi di gioia. Nelle sue opere rifiutava il calcolo, l’interesse, il perseguimento di uno scopo, persino la responsabilità del vivere sociale, se si accorgeva che non erano finalizzati al bene comune delle persone. Questo atteggiamento le permetteva di essere sempre spontanea, sincera, autentica, sorridente, ottimista, innamorata di Dio.
Aveva una fede incrollabile nella misericordia e nella provvidenza. Sapeva aiutare le persone ad essere se stesse, a trovare da sole la soluzione ai loro problemi, senza sostituirsi al loro volere, senza sottostare ai ricatti. Era schietta con tutti e parlava apertamente cercando la verità e l’amore in ogni circostanza. Manifestava verità e amore soprattutto nel suo parlare con i bambini, nell’insegnamento, nel suo lavoro professionale di preside, ma anche nella sua attività di volontariato, nel suo impegno a favore delle religiose, delle donne, degli uomini, nel suo parlare di Dio e con Dio.
Per lei nulla era garantito, se non veniva messo al primo posto l’amore del prossimo.

A Volpigliano di Massa l’Istituto Figlie di M. V. Immacolata

L’Istituto Figlie di Maria Vergine Immacolata di Savona è a Massa dal 1899. La loro presenza fu richiesta dal Vescovo diocesano Emilio Maria Miniati. Le prime quattro suore, compresa la Superiora Suor Annunziata Bruzzone, vennero inviate dalla Madre Generale Suor Gertrude Spotorno. La piccola comunità fu ospitata nella canonica della Chiesa del Carmine fino al 1929 quando, per le nuove disposizioni del Codice di Diritto Canonico, si trasferì nella attuale Casa di via San Francesco a Volpigliano.
La mission delle “suore infermiere” in città fu quella di provvedere all’assistenza domiciliare degli ammalati, specialmente anziani, in molti casi privi di risorse economiche, e di sostenere la formazione e l’inserimento sociale delle giovani donne che, conclusa la terza o al massimo la quinta elementare, restavano spesso in casa inoperose e senza arte né parte. Lo stile di vita delle suore è sempre stato semplice e povero.
Gli ammalati da assistere non mancavano mai. In quegli anni a Massa si susseguirono le epidemie di meningite cerebro-spinale e di spagnola (1909 – 1910) e le suore furono particolarmente attive sia nel lazzaretto che nelle zone periferiche della Città. Per le giovani donne le suore aprirono una scuola di cucito e ricamo.
Nel 1929, per iniziativa di suor Concordia Mariani e suor Vincenzina Bruzzone, avviarono la costruzione di aule per accogliere bambini delle prime tre classi di scuola elementare e un capannone da adibire ad asilo, in cui presto furono accolti più di cento bambini. Settanta anni fa, nel 1949 , l’asilo e la scuola elementare di cinque classi ospitavano circa duecentocinquanta bambini.

Antonio De Angeli

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