Democrazia e populismi nei concetti della giurisprudenza

Una chiara analisi per l’Unitre Pontremoli di Giovanni Battista Ratti, ordinario di Filosofia del Diritto all’Università di Genova. La Costituzione stabilisce che “La sovranità appartiene al popolo” che la esercità “nei modi e nei limiti della Costituzione stessa”. Ma oggi le decisioni sono di minoranza, molti non votano e gli eletti hanno campo libero: chi vince prende tutto revocando la democrazia sostanziale. Oggi ci sono atti – ha osservato Ratti – che sono giuridicamente contrari ai diritti fondamentali: è dovere del cittadino denunciarne la violazione

16Pied_PiperSentiamo parlare tutti i giorni di democrazia e di populismi, ma per definirne la sostanza concettuale bisogna superare l’uso distorto e strumentale e riflettere su basi scientifiche di giurisprudenza e di filosofia del diritto,come ha fatto Giovanni Battista Ratti nella relazione all’Unitre.
La sovranità appartiene al popolo, ma l’art. 1 della nostra Costituzione non significa che essa sia populista, bisogna leggere per intero il testo: il popolo esercita la sovranità “nei modi e nei limiti della Costituzione stessa”. Bisogna definire le parole. La democrazia, da non confondere con autonomia (darsi regole da soli) è formale o è sostanziale. La formale segue criteri che rendono legittime le decisioni, separa i tre poteri: esecutivo, legislativo, giudiziario. È lo Stato legislativo di diritto che ha funzionato prima dei totalitarismi del Novecento, è il liberalismo politico con garanzia dei diritti civili fondamentali.
Oggi stiamo regredendo, le decisioni sono di minoranza perché nessun partito arriva al 50% dei consensi, molti non votano e gli eletti hanno campo libero, chi vince prende tutto, revocando la democrazia sostanziale definita dalla Costituzione italiana. Essa stabilisce vincoli inderogabili, lo Stato non può violare la libertà del cittadino, la sua corrispondenza, la scelta del domicilio; in positivo ha il vincolo di garantire diritti sociali, scuola, lavoro, salute.
Oggi ci sono atti, ha osservato Ratti,che sono giuridicamente contrari ai diritti fondamentali, è dovere del cittadino denunciarne la violazione (sequestro di persone migranti sulle navi, risarcimenti per frodi bancarie dovrebbero essere per sentenze del giudice e non per decisioni governative).
I poteri dello Stato sono autonomi, non si dovrebbero controllare reciprocamente, la magistratura ha il dovere di tutelare i diritti fondamentali anche nei confronti dello Stato, esercita un potere contro maggioritario sufficiente a far prosperare la democrazia dell’alternanza e del bilanciamento dei poteri e delle funzioni.
Ma oggi abbiamo troppe leggi e in paradosso un’ involuzione dello stato di diritto, lo stesso diritto di cittadinanza si è caricato, oltre i dati anagrafici, di idea di identità culturale, religiosa, perfino etnica.
Succede con le “democrazie illiberali” di Polonia e Ungheria, che hanno governo e parlamento votati, ma non tutelano diritti dei cittadini quali la libertà di espressione e non c’è divisione dei poteri. In Turchia c’è democrazia plebiscitaria con uso del voto per sostenere il potere.
Queste due nuove nozioni di democrazia possono essere un passaggio verso la dittatura (così fu per Mussolini e Hitler legalmente eletti e nominati capi di governo). La democrazia diretta è anch’essa pericolosa perché intende usare una consultazione referendaria non per abrogare ma per deliberare il contenuto di una norma, succede quando la politica anziché guidare rovescia sul popolo la propria incapacità.

Un movimento che intende manifestare aderenza ai ceti più popolari:
i tanti volti del populismo moderno

Il vocabolo populismo significa un movimento politico o letterario che intende manifestare aderenza ai ceti più popolari. In passato ha assunto connotazione negativa,ora è usato in senso più positivo e vuole indicare una politica vicina al popolo e un legame forte tra democrazia e popolo. Ha molte facce. Il populismo giuridico si ha quando si introducono leggi sotto la spinta di emozioni, di false percezioni indotte da propaganda: è il caso della recente legge sulla legittima difesa (in realtà offesa) in Italia che è uno dei paesi più sicuri al mondo. Il Vangelo ci insegna che è fallace rivolgersi al giudizio emotivo del popolo, che scelse di liberare Barabba colpevole invece dell’innocente Gesù. Populismo non è partecipazione impegnata e consapevole. Populismo come demagogia è quando il potere blandisce la comunità per avere consenso con promesse irrealistiche: nel mondo occidentale è una manovra praticata da qualche decennio. Populismo che cede il potere a un leader carismatico per fare ordine. Populismo antiélites quando uno dell’élite politica vuol presentarsi alla buona come uno di tutti noi. Populismo antiscientifico pretende che ognuno dica quel che vuole anche se sono falsità scientifiche o storiche (caso dell’opposizione ai vaccini). La conoscenza è la base della democrazia sostanziale, il solo grande investimento per uscire dalla grande crisi in atto è scuola, ricerca,formazione, cultura; bisogna studiare di più. Populismo secondo un’idea tecnica c’è quando si ritiene che il governo possa violare diritti dell’uomo per interessi ritenuti generali: è un pericolo grave se la società non ha anticorpi di difesa, se non ha magistrati incaricati per competenza e non per elezione popolare ; sul piano filosofico è il contrasto sempre insidioso alla deontologia delle professioni, può portare ad escludere chi non ha una “patente” di appartenenza a una comunità (un nato da genitori stranieri in Italia e partecipe alla vita sociale è però privato del diritto di cittadinanza). Democrazia e populismi sono quindi in contrapposizione.

Maria Luisa Simoncelli

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