Primi risultati degli scavi archeologici a Pontevecchio

A Cecina di Fivizzano un incontro al termine della prima fase delle ricerche archeologiche nell’area dove nel 1905 furono ritrovate le Statue Stele. A primavera nuove indagini

Una delle stele rinvenute a Pontevecchio nel 1905
Una delle stele rinvenute a Pontevecchio nel 1905

Nella chiesa di San Giovanni Evangelista di Cecina, nel pomeriggio di sabato 15 dicembre, c’erano i rappresentanti di tutte le Istituzioni che si occupano delle statue stele di Pontevecchio, dove è stata terminata la prima fase degli scavi archeologici finalizzati alla individuazione del sito in cui furono ritrovate, nel 1905. L’incontro, organizzato per fare il punto sui risultati raggiunti, ha visto la partecipazione di un folto pubblico, costituito non solo di Cecinesi.
Erano presenti, infatti, persone provenienti da tutto il Comune e consiglieri comunali di maggioranza e di opposizione. Dopo l’intervento introduttivo del Sindaco Paolo Grassi e le relazioni della dott.ssa Marta Colombo della SPAPPSAE di Lucca –Massa Carrara, della dirigente del settore musei della Spezia, Marzia Ratti, della conservatrice del Museo Archeologico del castello di San Giorgio della Spezia, Donatella Alessi, del direttore dell’Ecomuseo Alpi Apuane, Fabio Baroni, il dott. Angelo Ghiretti, direttore del museo delle statue stele lunigianesi di Pontremoli, ha ripercorso con una analisi dettagliata tutti i momenti dei lavori condotti, con metodi scientifici, nei luoghi presunti dei ritrovamenti.

L'abitato di Cecina di Fivizzano
L’abitato di Cecina di Fivizzano

Molti i reperti di grande interesse rinvenuti, utili a ricostruire le caratteristiche di antiche forme di popolamento, stabile o temporaneo, del territorio, fino ad arrivare a 12.000 anni fa. Per questo il sito è stato definito di “potenzialità storiche infinite”, uno “scrigno cui attingere a piene mani per recuperare il passato”. Ma la notizia e l’immagine che più hanno entusiasmato e richiamato l’interesse non solo degli studiosi sono state quelle di uno scavo che ha portato alla luce una “fossa oblunga”, che fa supporre di aver ospitato una statua stele. Ulteriori scavi, che riprenderanno in primavera, potranno dimostrare – se verrà evidenziato l’allineamento della collocazione delle nove statue stele – che quello era il sito del primo ritrovamento, dal cui studio potrà essere svelata quale era la loro funzione “vera”.
A quel punto non solo la “Storia” ne potrà trarre beneficio, ma sarà possibile e auspicabile mettere in atto interventi che creino occasioni di ricaduta economica, in collegamento con le altre attrattive della zona, che è circondata dalla bellezza della Valle di Navola, oggetto di fondamentali studi del prof. Mario Nobili, come ha ricordato il dott. Ghiretti. Perché tutto proceda nel migliore dei modi, è stato annunciato che è stato inoltrata agli organi competenti la richiesta di vincolo archeologico della zona.
Gaia, interessata al recupero di sorgenti d’acqua in loco, potrà effettuare solo ricognizioni protette da autorizzazioni di tipo archeologico, ma, a sentire, pare che difficilmente potrà averle. Il convegno è stato chiuso dalla promessa del presidente del Parco delle Apuane, Alberto Putamorsi, dei finanziamenti necessari a proseguire gli scavi.
Quindi il cecinese doc Riccardo Bini ha invitato tutti al “circolo” per degustare i dolci e il vin brulè preparati dagli abitanti del paese.

(Andreino Fabiani)

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