Festeggiati a Carrara i 70 anni della riapertura del Duomo

I lavori tra il 1947 e 1948 mutarono la configurazione della chiesa con la rimozione di sei altari. La conferenza dello storico locale Paolo Biagini

L'interno del Duomo di Carrara
L’interno del Duomo di Carrara

Per festeggiare il 70° anno di riapertura al culto del Duomo di Carrara, lo storico locale Paolo Biagini ha tenuto, un’interessante conferenza dal titolo “Il Duomo: prima e dopo”. L’iniziativa promossa in collaborazione con la parrocchia unitamente al Club per l’ “Unesco Carrara dei Marmi” provinciale e alla sezione Apuo-lunense “L. Biso” ha riscosso l’interesse del pubblico.
Durante la conferenza che si è tenuta all’interno della chiesa, sono state proiettate numerose immagini, la maggior parte delle quali inedite, provenienti dall’archivio storico fotografico del Duomo. Grazie anche ad alcuni “rendering” è stato possibile ammirare diverse ricostruzioni virtuali dell’interno, dall’altare maggiore alla cantoria marmorea.
Particolarmente apprezzati sono stati gli studi e le ricerche svolte da Biagini relativamente ai lavori eseguiti sull’intero complesso tra il 1947 e il 1948, periodo durante il quale la chiesa venne chiusa al culto. Le immagini ritrovate hanno permesso di ammirare l’interno come si presentava 70 anni fa, con i suoi tredici altari, i soffitti dipinti, la tribuna in controfacciata e molto altro. I lavori di adeguamento hanno previsto la rimozione di sei altari che in parte vennero venduti e in parte smembrati, raggiungendo nuove destinazioni e nuove funzioni.
Purtroppo alcuni furono distrutti, oppure finirono in chiese oggi sconsacrate e divenute teatri. I restanti trovarono nuova vita, diventando altari maggiori di altre parrocchie. In particolare quello della Madonna del Popolo e quello di San Ceccardo, fulcro della tradizionale religiosità popolare, furono ceduti rispettivamente alla chiesa di San Vincenzo dei Teatini a Piacenza e al Duomo di Castelnuovo Garfagnana. La chiesa di Piacenza, in cui tuttora è conservato l’autentico altare della Madonna del Popolo, pochi anni dopo fu “sconsacrata”, diventando un teatro.
L’altare di San Ceccardo venne irrimediabilmente distrutto da un incendio che colpì il duomo di Castelnuovo nel 1977. I giornali dell’epoca, nel riportare la notizia della rimozione degli altari, «parlarono» di una vera e propria “maledizione”. Durante la conferenza sono state particolarmente apprezzate le fotografie del cantiere aperto all’interno del Duomo, con la navata centrale priva del tetto e gli altari smontati.
È stata inoltre esposta la pergamena originale che venne firmata 70 anni fa dai massimi esponenti del clero e della Amministrazione pubblica, proprio in occasione della riapertura al culto dell’antica abbazia. Il relatore ha fatto notare che un complesso cultuale come il Duomo di Carrara necessita di continue opere di manutenzione, controllo, restauro.
Un tempo questi lavori erano curati dal personale delle fabbricerie che quotidianamente mantenevano efficienti e funzionanti tutte le parti degli edifici, dal battistero al campanile, ai tetti, agli arrendi fino ai parati più preziosi. Merita ricordare che tra le varie opere custodite nel duomo, andrebbe restaurato e recuperato l’antico orologio meccanico della torre campanaria, donato da Pellegrino Rossi nel 1820 durante il suo esilio in Svizzera.
Sebbene impegnato in una febbrile attività politica, il grande statista carrarese portò sempre nel cuore la sua città natale e grazie a quel dono oggi questo prezioso reperto storico, purtroppo fermo da oltre 50 anni e coperto di ruggine e di polvere, resta un’opera unica e preziosa per l’intera collettività. Auspichiamo che quanto prima possa essere messo in cantiere un intervento di recupero su quest’opera di alta orologeria svizzera che rischia di andare definitivamente perduta.

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