Il “bel Paese” chiude le porte alla accoglienza dei rifugiati nel nome della sicurezza

Sterzata al sistema di accoglienza, considerato troppo di manica larga e indulgente: cancellati i permessi umanitari e mancato rinnovo dei permessi di soggiorno una volta scaduti

EUROPa-MIGRANTi-MALTAIncontro C. per il nostro primo colloquio di sostegno psicologico. Un signore sulla quarantina di origine nigeriana, alto e robusto, cordiale, con un’espressione accogliente e disponibile. Mi è stato segnalato dal gruppo di lavoro che lo segue all’interno del progetto di accoglienza SPRAR perché ha un quadro di salute assai fragile oltre a continui pensieri rivolti alla famiglia che ha lasciato a casa.
Mi racconta delle peripezie ospedaliere che ha seguito per arrivare a gestire il diabete e la pressione alta che ha scoperto quasi “inaspettatamente” una volta entrato nella rete di accoglienza dei progetti per rifugiati. Mi chiede di trovargli lavoro… io sorrido, gli spiego che non posso aiutarlo in questo, il mio ruolo in questo momento è quello, se lo desidera, di condividere alcuni pensieri che per lui sono opprimenti o semplicemente di parlare insieme di come va la sua vita in Italia.
Allora tira fuori il telefono di tasca e mi mostra le foto dei figli (sono tre: di 9,7 e 5 anni) e mi racconta che la più piccola ha avuto delle complicazioni post-operatorie e che deve mandare dei soldi a casa. “Sai, mi dice, laggiù la mia famiglia è costretta a spostarsi continuamente, per cercare di non essere raggiunta dai miliziani di Boko Haram”; e prosegue: “Mia moglie fa il possibile ma la situazione è molto difficile”.
Però, forte della convinzione che presto li farà arrivare in Italia, mi rimarca che ha solo bisogno di lavorare.
Mi guardo rapidamente intorno fra l’evasivo e l’imbarazzato. Quello che lui non sa – e che io in questo momento mi riguardo bene dal comunicargli – è che rispetto al suo permesso di soggiorno umanitario, secondo il nuovo decreto Sicurezza, quando scadranno i termini di tempo previsti ci saranno poche o nessuna possibilità di proseguire il suo percorso in questo paese.
migrantiGià, perché, come sappiamo, in Italia si è pensato bene di dare una sterzata al sistema di accoglienza in vigore da tempo, considerato troppo di manica larga e indulgente; ora, invece, il nuovo sistema è orientato a frenare l’ondata migratoria che in questi ultimi anni avrebbe prodotto criminalità e insicurezza sociale. Quello che sfugge, però, sono i dati riportati da chi di immigrazione si occupa (seriamente) e cerca di mettere in chiaro cosa accade.
Come abbiamo ormai capito, il permesso umanitario è stato cancellato e al suo posto saranno introdotti permessi speciali temporanei. Questo provocherà l’aumento degli stranieri irregolari in Italia, a causa dell’impossibilità di rimpatriarli per mancanza di accordi con i Paesi di origine: secondo una proiezione dell’Ispi, arriveranno ad essere più di 600mila nel 2020 (erano 490.000 nel dicembre 2017).
29migranti_salvataggioE pensare che appena cinque anni fa i migranti irregolari stimati erano meno di 300.000! Inoltre, vogliamo ricordare la reale distribuzione dei migranti forzati nel nostro paese? Le cifre ufficiali pervenute dall’UNHCR ci ricordano che nel 2016, l’anno “dell’assedio dei migranti”, la presenza, in proporzione, di rifugiati politici sul territorio italiano è stata di 2 su mille, ovvero circa 131 mila su 60,5 milioni di abitanti.
Sarebbe il caso di parlare più di “invasione percepita”, e di ciò che questo ha provocato nei cuori delle persone e in buona parte della classe dirigente, in modo più o meno consapevole. Fatto è che, dati alla mano, il nostro Paese rimane tra gli ultimi in Europa per incidenza del numero di rifugiati sul totale della popolazione. Quindi, se non al buon cuore aperto all’accoglienza umana e fraterna, spererei almeno in una responsabile presa di posizione che, a onor di ciò che è vero e giusto, sia disposta a riconoscere lo scenario che, senza dubbio, si disegnerà nel breve-medio periodo e quindi a porvi seriamente rimedio.
Se davvero le intenzioni di chi governa sono quelle di regolarizzare la situazione degli immigrati è stato fatto un buco nell’acqua, mentre lo scenario sognato di una sicurezza assoluta e onnipresente (a suon di taser!) si allontana sempre di più. Questa è la vera miopia che preoccupa: una sotterranea negligenza, protetta da una muscolare e rintronante iperattivazione mediatica. Intanto, io sto già pensando al mio prossimo colloquio con C. e a quelli che come lui non potranno più decidere del loro futuro nel nostro “bel Paese”.

(A. P.)

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