Villafranca riunita attorno al fuoco in onore di San Nicolò

Partecipate la scorsa settimana le celebrazioni religiose legate alla festa del santo patrono

Villafranca_in_LunigianaSan Nicolò nacque a Patara, nell’Asia Minore, intorno al 270. Fu vescovo di Mira e visse la grande stagione del Cristianesimo che, uscito dalle catacombe, dopo l’Editto di Costantino, si stava diffondendo nel mondo.
“Il vescovo Nicolò, ha detto il parroco don Giovanni Barbieri – coadiuvato da don Pietro Giglio e dai diaconi Edamo e Beppino nelle celebrazioni in onore del santo patrono di Villafranca – fu un evangelizzatore fedele alla sequela di Gesù. Tante le battaglie contro il paganesimo e l’idolatria. La sua esistenza fu costellata di prodigi, ma il miracolo più famoso resta quello della resurrezione dei tre giovanetti uccisi da un oste sciagurato per offrirli, come carne, ai pellegrini. Il nostro protettore, ha continuato don Giovanni, ci sollecita a vivere la gioia per la venuta imminente del Signore”.
Sanctus Nicolaus continua ad avere grande fama specialmente nell’Europa del Nord: con la sua slitta trainata dalle renne, col nome di Santa Claus, Babbo Natale per noi, porta doni ai bimbi buoni. Il culto del Santo è molto sentito dai villafranchesi che, la sera del 5 dicembre, vigilia della festa, usano, da tempo immemorabile, radunarsi attorno ad un grande fuoco acceso in suo onore nei pressi del luogo dove sorgeva la chiesa omonima, ai piedi del castello malaspiniano di Malnido.
“Attraverso il fuoco, asserisce lo storico Germano Cavalli, si distruggevano simbolicamente i dolori e i dispiaceri accumulati durante l’anno e, contemporaneamente, si traevano auspici per quello nuovo. Con l’avvento del Cristianesimo finiva un mondo e nasceva un’altra era di cui fu sicuramente protagonista San Nicolò. La solidità della tradizione trova il suo fondamento nell’aspetto religioso e devozionale, anche se intriso di folclore e di religiosità popolare, senza trascurare l’aspetto sociale. Per cui il rito del fuoco, nonostante il rapido scorrere del tempo, rimane un appuntamento centrale per la nostra collettività”.
Quest’anno la Santa Messa vigilare è stata molto partecipata, così pure la processione lungo le viuzze del vetusto borgo. Presente il sindaco Filippo Bellesi, con fascia tricolore, affiancato da alcuni assessori. Il clima mite della serata ha permesso agli appassionati fuochisti di vedere, con soddisfazione, dopo tanto lavoro, l’intensità dei bagliori delle scintille che salivano verso il cielo, ricordandoci che la Luce vera rimane Gesù, il Figlio di Dio e fratello nostro.
Esplosione di esultanza di fronte allo spettacolo dei fuochi d’artificio, mentre il gruppo “L’imboscata” non ha fatto mancare delizie enogastronomiche. Il giorno 6 dicembre, S. Messe alle 11 ed alle 17,30 con la benedizione dei bambini e del pane.
San Nicolò ci aiuti a rafforzare la fede recuperando i valori della sobrietà e dell’essenzialità per essere testimoni credibili per i giovani.

(Ivana Fornesi)

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