Generosità e solidarietà anestetizzate dall’indifferenza

24AquariusIn questi ultimi anni c’erano stati dei ritorni di solidarietà e di umanità. Oggi a questi sentimenti si sta sostituendo un atteggiamento di fastidio, di indifferenza se non di rabbia.
Si è sbandierata la paura dell’invasione dei profughi, si è sbandierata la necessità della sicurezza del Paese come se tutti i mali dell’Italia nascessero dalla presenza di qualche migliaio di profughi (nell’ultimo anno gli sbarchi sono diminuiti dell’85%).
Non passa giorno senza che vi sia qualche messaggio al riguardo. Il risultato è che diventa difficile anche parlare di questi problemi che riguardano non solo la solidarietà, ma anche la stessa umanità. Si è cercato di screditare in ogni modo tutti gli operatori dell’assistenza. Purtroppo c’è chi specula anche su queste cose. Ma da questo a dire che tutte le Ong siano complici di assassinio ce ne corre.
C’è chi ha speculato sulle realtà di assistenza, ma quante sono le cooperative indagate e condannate? Perché gettare fango su tutte per farsi propaganda? Un risultato è stato ottenuto: i porti sono chiusi, quindi il problema profughi non è più nostro.
Finalmente ci siamo affrancati dalla responsabilità di salvare vite umane e dal peso dell’accoglienza. La coltre dell’indifferenza sta avvolgendo le nostre menti e sta minando nel profondo la capacità di solidarietà e di commozione di cui la nostra gente era ricca.
Non sta scritto nel Vangelo che tu devi amare soltanto i tuoi. Quando il card. Ravasi ha ricordato che “ero straniero e mi avete ospitato” è stato subissato di improperi.
Oggi non manca la derisione sull’iniziativa di don Ciotti e di Libera delle “magliette rosse” contro la politica del Governo in tema di immigrazione per fermare “l’emorragia di umanità”. Immancabili i messaggi di Salvini e di Di Battista: “Quanto conformismo e quanta viltà si nasconde nella facile solidarietà”.
Tante sono state le adesioni all’iniziativa di don Ciotti, ci sarà anche stato qualche radical chic, ma dichiarare conformista don Ciotti che lotta contro le droghe e le mafie da una vita a rischio costante per la sua vita è veramente troppo.
Essere solidali con i diversi e, soprattutto, cercare di contrastare l’opinione dominante, egoista, oggi è davvero complicato.

Giovanni Barbieri

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