Lo riconobbero nello spezzare il pane

Domenica 19 aprile – Terza di Pasqua
At 2,14.22-33 1Pt 1,17-21 Lc 24,13-35)

I discepoli di Emmaus non hanno visto Gesù risorto con i segni della passione come gli apostoli. Come Tommaso e tutti gli apostoli hanno bisogno di un segno per continuare a credere che Cristo è davvero il Messia di cui parlano le Scritture.
Delusi e confusi dalla fine umiliante di Gesù non riescono a intravedere alcuna speranza. Un salvatore, il messia che si lascia crocifiggere come un malfattore? Per gli uomini è una situazione di fallimento totale, pertanto bisogna tornare alla vita di prima per non illudersi.
Torniamo spesso anche noi alla vita di prima quando il Superman in cui crediamo non soddisfa le nostre esigenze o i bisogni più leciti e giusti che possiamo avere. Il Signore non è un Superman e non è chiamato a soddisfare i nostri bisogni e a renderci dipendenti del Suo aiuto.
Lui ci vuole liberi, e felici. Non è un attore da circo, o un egocentrico che vuole attirare l’attenzione.
Quando i discepoli, in preda alla disperazione, in qualche modo cercavano di capire meglio, ecco Cristo appare e spiega loro le scritture dai profetti fino a Lui. Poi quando spezzò il pane i loro occhi si aprirono. Non ha mostrato loro i segni della passione ma spiegando le scritture e spezzando il pane ha permesso ai discepoli di riconoscerlo. La parola e il pane spezzato sono questa volta i segni per aprire gli occhi ai discepoli.
Abbiamo bisogno di nutrirci dell’uno e dell’altro. La parola di Dio ci fa arrivare alla verità e il pane capaci di apprendere e assumere la verità, che è Gesù stesso. In preda alla disperazione a causa di risposte non avute, o di situazioni strazianti che non ci fanno intravedere alcuna speranza, abbiamo bisogno non solo di cercare di capire ma di lasciarci condurre dalla Parola di Dio alla verità, e come i discepoli di Emmaus farci spezzare il pane da chi ci sta accanto, dalla comunità, dai fratelli.
I discepoli di Emmaus sono l’immagine di ognuno di noi quando siamo alla ricerca di senso alla vita, quando vogliamo che Dio si manifesti concretamente o che intervenga in modo miracoloso di fronte alla malattia, all’ingiustizia o davanti alla morte, ma il Signore sembra assente o sordo alle nostre grida di aiuto. La speranza che non ci abbandonerà mai ma che presto o tardi ci illuminerà sarà possibile se rimaniamo nella continua ricerca, nella volontà di trovare la risposta, una perseveranza che ci condurrà prima o poi alla luce che ci riporta sulla via, quella autentica.

don Jules Ganlaky