Non tramonta il fascino della  Pontremoli Barocca

L’edizione 2026 di “Pontremoli Barocca” va in archivio come un altro successo grazie all’impegno dei soci di “Sigeric” e dei tanti volontari che si sono impegnati per preparare l’evento e nello scorso fine settimana

La grande volta affrescata di Palazzo Dosi Magnavacca nel centro storico (Foto Sigeric)

Tre ville barocche nella campagna pontremolese, sette fra palazzi e chiese nel centro storico: questo e (tanto) altro è stata l’edizione 2026 di “Pontremoli Barocca. Chiese e Palazzi aperti”, l’evento dedicato ai “capolavori del Barocco Pontremolese” progettato, promosso e realizzato, tra sabato e domenica scorsi, 11 e 12 aprile, dalla Coop. “Sigeric” Servizi per il Turismo e dalla Associazione di Turismo Responsabile “Farfalle in Cammino” con la collaborazioe del Comune di Pontremoli e degli Istituti Scolastici “Pacinotti-Belmesseri”, “Vescovile” e i tre plessi di “LuniLicei” ( Classico di Aulla, Scientifico di Villafranca, Scienze Umane di Pontremoli).

L’Ensemble Barocco del “Puccini” nella chiesa di San Geminiano (Foto Sigeric)

Attivato inoltre un progetto di collaborazione con il conservatorio “Puccini” della Spezia i cui allievi, diretti al prof.  Marco Pedrona, si sono esibiti negli eventi dell’Ensemble Barocco nella chiesa di San Geminiano e in Palazzo Dosi Magnavacca.
Due giornate di aperture straordinarie e di visite guidate in 14 luoghi in genere inaccessibili, o perché di proprietà privata come nel caso di ville e palazzi, o perché chiusi come nel caso di alcuni edifici religiosi.
Come ormai da format consolidato, il primo giorno è stato dedicato alla scoperta e alla conoscenza di tre ville signorili extraurbane dell’inizio del XVIII secolo.
Ai margini del centro storico, Villa Dosi-Delfini, da raggiungere a piedi lungo la caratteristica passeggiata all’interno del podere dei Chiosi; la grande dimora storica di campagna Villa Pavesi Ruschi, in loc. Piano di Busatica, appena oltre il torrente Teglia; a Scorano la Villa Pavesi Negri – Baldini, complesso edilizio della prima metà del Settecento, con il giardino dalle caratteristiche geometrie delle siepi di bosso.

Villa Pavesi Ruschi raggiunta in bicicletta (Foto Sigeric)

La domenica, invece, giornata tutta dedicata all’itinerario urbano: grazie alle visite guidate continuative mete a scelta fra uno o più dei sette luoghi del centro storico. I Palazzi Dosi Magnavacca, Pavesi – Ruschi Noceti e Zucchi Castellini; il Palazzo Vescovile e il Convento di San Francesco con la biblioteca storica; l’Oratorio di Nostra Donna e la Chiesa di San Giacomo d’Altopascio, con un paio di “fuori programma”: la Chiesa di San Francesco e l’antica farmacia Accorsi Buttini.
Anche in questa edizione i visitatori, in gran parte arrivati da fuori i confini locali, hanno avuto l’assistenza di studentesse e studenti degli istituti scolastici, che per un fine settimana hanno indossato i panni di apprezzate guide culturali e turistiche.
Ville e palazzi che ogni volta destano stupore e ammirazione, tutte testimonianze di quella Pontremoli granducale divenuta fiorente centro commerciale a partire dalla seconda metà del Seicento. Decenni che videro sorgere palazzi signorili nel centro urbano e grandi ville nella campagna: un patrimonio che richiama molti visitatori sia in occasione di eventi straordinari quali “Pontremoli Barocca”, sia durante il corso dell’anno grazie alle visite guidate, soprattutto proposte da “Sigeric”.
“Siamo davvero molto soddisfatti – ci dice Francesco Bola a nome dell’organizzazione – tutto è andato bene e abbiamo avuto un apprezzamento generale da parte di tutti e questo è molto imporante perché Pontremoli Barocca è una vetrina significativa che promuove il nostro territorio per tutto l’anno. Quanto al pubblico possiamo dire che essere riusciti ad avere la promozione dell’evento anche su riviste a diffusione nazionale ha ampliato la platea degli interessati e fatto arrivare da lontano gran parte dei visitatori che hanno dimostrato di apprezzare molto quanto proposto”.

Gruppo in visita a Villa Dosi Delfini (Foto Sigeric)

Per quanto riguarda le presenze, i dati testimoniano come si siano superati i 1.500 visitatori; numeri molto significativi e, per di più, calcolati per difetto: un chiaro successo che valorizza Pontremoli e il territorio e ripaga gli sforzi di una organizzazione molto complessa, che deve mettere insieme decine di soggetti, tutti molto diversi tra loro.
“Mi piace sottolineare anche quest’anno la felice esperienza con gli istituti scolastici – conclude Bola – che non si esprime solo nella due giorni della iniziativa ma si protrae per mesi, con un percorso formativo che ha evidenziato l’impegno e la risposta positiva da parte dei giovani coinvolti, molti dei quali hanno dimostrato grande interesse e sono riusciti a gestirsi in totale autonomia”.

Paolo Bissoli