La stagione meteorologica sta … suonando le sue ultime note, puntando sulla variazione dell’ultim’ora: l’alta pressione si è accampata, rediviva, al termine di un inverno che le ha concesso poco spazio.
Né il gelido alito dell’anticiclone russo né quello più temperato dell’anticiclone atlantico, infatti, hanno avuto modo di interessare le nostre latitudini persistendovi per qualche giorno di fila dopo l’espansione di breve durata occorsa a fine dicembre.
Il cambio di programma, quanto mai gradito, è giunto dopo settimane di continui ‘attacchi’ da parte delle perturbazioni atlantiche, perciò una bella asciugata era senza dubbio necessaria.
A rischio di apparire monotoni, si conferma che, in luogo di un inverno degno di tal nome, febbraio ha voluto anticipare marzo dopo che dicembre e gennaio avevano fatto di tutto per prolungare novembre giusto con qualche gelata in più.
Sul prossimo numero si vedrà nel dettaglio come sia andato il livello termico del trimestre freddo e la sua collocazione nella serie storica, certo non lontana, per mitezza, dai gradini più alti della speciale classifica.
Intanto, nella settimana in esame, si nota il raro evento di ben tre giorni in prevalenza sereni: il 17, il 20 e il 21. Il passaggio da condizioni atmosferiche avverse alla perfezione del cielo limpido e terso testimonia la vivacità meteorologica sperimentata nelle scorse settimane.
Dal maestrale, dall’aria secca e dal cielo in cui non si è scorta la benché minima formazione nuvolosa di martedì 17, si è passati alla fase prefrontale di mercoledì 18, quando pioviggine via via più fitta e poi la pioggia hanno segnato le ore tra il tardo pomeriggio e la serata. Giovedì 19, le precipitazioni sono state copiose nella notte e al mattino, nevose in montagna e con qualche manifestazione temporalesca qua e là.
I primi tuoni si sono uditi alle 6,40, altri in successione intorno alle 7,45-8,00. Durante la notte, la pioggia è stata accompagnata da vento da N-NW, mentre al mattino, prima di cessare intorno alle 9-10 con gli ultimi piovaschi, si è unita a vento di libeccio a raffiche anche forti, oltre i 50 km/h.
L’apporto idrometeorico si è rivelato più cospicuo a nord di Villafranca e più contenuto nella Lunigiana centro-orientale e lungo la fascia costiera. I totali dell’evento, di una certa intensità, ma risoltosi nel giro di 16-18 ore, hanno attinto fino a 80-90 mm tra Pontremoli, Zeri e Mulazzo (76,2 mm a Pontremoli-Verdeno), non più di 20-30 mm nella media valle Aulella (24,6mm a Gragnola) e ancor meno presso la costa (8,4 mm a Massa).
Le graduali schiarite, nel resto del dì, hanno poi restituito il sereno nelle ore serali. Il sole ha dominato le successive giornate di venerdì 20 e sabato 21, presenti in cielo pittoreschi altocumuli lenticolari (dovuti al favonio) il 20 e giusto qualche tenue velatura al mattino del 21.
Le lievi, fugaci brinate delle prime ore mattutine hanno ceduto spazio alle gradevoli ore diurne. Più vario è risultato lo stato del cielo di domenica 22, ma nel complesso si è trattato di un’altra giornata più che buona. Il flusso umido e temperato si è imposto, invece, lunedì 23, assegnando al nostro versante occidentale copertura strato-cumuliforme estesa e compatta, sfaldatasi solo in area costiera nel corso del pomeriggio.
a cura di Maurizio Ratti, Mauro Olivieri e Giovan Battista Mazzoni



