“Hortus Siccus” : una perla del ‘700 da salvaguardare e da valorizzare

Presentata nel pomeriggio di domenica 19 ottobre a Pontremoli la conclusione del restauro dell’erbario della famiglia Dè Briganti – Cortesi di Caprio

Due pagine dell’Hortus Siccus conservato a Pontremoli

“L’erbario della biblioteca del seminario giaceva silenzioso in un armadio da decenni, sempre citato, ma troppo fragile e povero per farne una presenza”: così la restauratrice Elisa Battilla ha descritto situazione in cui si trovava prima del restauro l’“Hortus Siccus”, l’erbario risalente al XVIII secolo conservato nella Biblioteca del Seminario di Pontremoli, che fa parte del fondo librario-archivistico della famiglia Dè Briganti – Cortesi di Caprio, donato alla Biblioteca negli anni ’70 del secolo scorso.
Un erbario che è riuscito a trovare oggi nuova sostanza e ricchezza grazie al restauro finanziato dall’Associazione Onlus “Cio nel cuore”, con il contributo di “Per Valentina” Onlus, Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara, Federico Rosselli e con la collaborazione di Associazione Culturale “Vasco Bianchi “, oltre che dei comuni di Pontremoli e Filattiera, e vari contributi di singole persone tramite il 5 x mille.
Un lavoro importante che è stato illustrato domenica pomeriggio al Cinema Manzoni, davanti ad una platea davvero numerosa. Dopo i saluti delle autorità e del vescovo Fra’ Mario, che ha evidenziato come la ricchezza culturale del territorio sia “una perla da salvaguardare e valorizzare”, ad entrare nel cuore dell’incontro sono state Elena Scaravella, dell’ufficio per l’arte sacra e i beni culturali della diocesi e Antonella Bonvicini, presidente dell’associazione “Cio nel cuore” che hanno raccontato la genesi del recupero dell’antico erbario.

Il pubblico accorso al “Manzoni”

Le operazioni di restauro, che hanno ottenuto il collaudo da parte della Soprintendenza archivistico-libraria della Toscana, sono state eseguite dal Laboratorio di restauro beni archivistico-librario “Quadri-Folio” della stessa Battilla, nel laboratorio nei locali della Biblioteca del Seminario di Pontremoli.

Grazie ad un delicato e lungo lavoro è stato possibile procedere con attenzione e competenza al restauro di questo oggetto polimaterico, trasformando così la sua iniziale fragilità in una espressione di importanti valori.
L’opera è un erbario secco con cartigli riportanti le didascalie in latino delle specie erbose conservate, custodito in un grande volume in pergamena composto di 16 fascicoli quaterni con 128 carte risalenti al secolo XVIII.

L’intervento del Vescovo fra’ Mario

Al suo interno si trovano conservati campioni di erbe presumibilmente raccolte in Alta Lunigiana e costituisce una memoria storica e naturalistica della flora locale.
Tra queste vi sono alcune curiosità come la presenza di un campione di un Rhododendron Ferrugineum conosciuto come “rosa delle Alpi” che è una specie rarissima in Toscana, presente solo sull’Appennino settentrionale, ma ancora più sorprendente è la presenza di un esemplare del “Leontopodium Alpinum” ovvero della celebre stella alpina, decisamente più a sud della sua abituale collocazione, cosa che fa riflettere su come il cambiamento climatico abbia influito sulla flora anche a livello locale.

La restauratrice Elisa Battilla

Compaiono poi anche alcune specie esotiche, come i primi esemplari di pomodori provenienti dalle Americhe, ma soprattutto è un erbario che consente di avere informazioni sulla flora del territorio in un periodo di tempo ben definito.
Libro nel libro, la giornata è continuata con la presentazione del libro “Hortus Siccus De Briganti – Cortesi. Prezioso scrigno di biodiversità botaniche della Lunigiana”, testo nato per raccontare l’erbario e il suo lavoro di restauro.
Il volume è stato illustrato da Riccardo Boggi che con simpatia e competenza ha compiuto un vero e proprio viaggio all’interno delle pagine del libro, contando sul supporto del rettore del seminario, don Pietro Pratolongo che ha ricordato come sia fondamentale la conoscenza della propria storia e della propria cultura per indirizzare il futuro, e del direttore dell’Ufficio diocesano per i Beni Culturali Ecclesiastici don Emanuele Borserini.
La giornata si è quindi conclusa con una visita alla Biblioteca del Seminario dove è custodito l’erbario, con Elisa Battilla e Paolo Emilio Tomei (professore di Fitogeografia all’Università di Pisa e responsabile scientifico del Centro Etnobotanico Toscano) che hanno raccontato alcune delle caratteristiche dell’erbario e del lavoro di restauro.
Per informazioni e per visitare l’erbario Hortus Siccus è possibile consultare il sito beniculturalimassacarrarapontremoli.it oppure scrivere a bibliosemi.pontremoli@yahoo.it

(Riccardo Sordi)