Il titoletto di questa cronaca settimanale richiede sempre una sintesi estrema, per cui si cerca di volta in volta di sottolineare un aspetto del tempo trascorso. Questo vale specialmente quando la situazione meteo è parecchio variegata e non sarebbe possibile riassumere in tre parole cosa è capitato “fra cielo e terra”.
Prima di passare a descrivere il primo scorcio di ottobre, ecco il succo delle letture termometriche settembrine, non ancora ufficiali martedì scorso. Un’analisi accurata richiederebbe spazio e tabelle per elencare i dati di più punti di misura posti a quote diverse e sparsi in tutta la provincia.
A Pontremoli, dove settembre, negli ultimi trent’anni, ha proposto in media temperature di 11,7°C, 23,7°C e 17,7°C rispettivamente nelle minime, massime e medie giornaliere, gli scostamenti dalle normali suddette sono risultati +0,9°C, +0,3°C e +0,6°C: tutti positivi, dunque, ma piuttosto contenuti, segnatamente nei valori massimi. Due conti veloci e si ottengono i dati del settembre 2025: media delle temperature minime 12,6°C, media delle massime 24,0°C e media mensile di 18,3°C.
Episodi caldi e freschi non si sono del tutto compensati: il mese, con quello scarto di +0,6°C, non è salito in classifica oltre la 29esima posizione nella serie storica di 97 anni.
Un giro fra i dati registrati da altri Osservatori mostra una situazione di generale surplus, più tenue in Piemonte (Torino +0,2) e più sensibile man mano che da W si procede verso E: Piacenza +0,5, Parma +1,3 e Modena +1,7, tanto che a Parma si è vissuto l’undicesimo settembre più caldo dal 1878 e a Modena il settimo più caldo dal 1860.
Sabato 4 ottobre, a Imperia, è stato firmato un importante documento che sancisce lo scambio dei dati fra gli osservatori meteo aderenti a ROSMI, fra i quali anche quello di Pontremoli.
Il bel tempo goduto nel Ponente Ligure non è corrisposto a quello più vario e anche piovoso toccato in sorte nel week-end all’estremo Levante dell’arco ligure e relative aree interne, cui appartiene geograficamente anche la Lunigiana.
Già la tramontana levatasi il 30 e spirata fino al 2 ottobre aveva recato un’arietta frizzante, che nelle vallate dava il top degli effetti al primo mattino di venerdì 3, al quietarsi delle folate boreali. Le minime, infatti scendevano a +1/+3°C.
Il cambio di circolazione era pronto entro sera e, sabato 4, il tempo trascorreva nel grigiore in attesa delle precipitazioni, deboli da metà pomeriggio e più ardite nella tarda serata e nella notte di domenica 5.
La prima passata piovosa di ottobre ha dispensato dai 20 ai 40 mm a quote basse, mentre sui rilievi montuosi gli apporti sono stati più cospicui, 50-60 mm e fino a 80-90 sulle Alpi Apuane. Le correnti di libeccio hanno innalzato le temperature minime notturne, ma entro sera, con il vento di nuovo dal quadrante N, l’assetto termico è mutato verso sensazioni più che frescoline.
Lunedì 6 e martedì 7, splendide giornate radiose – la prima con un po’ di favonio e aria conseguentemente secca, e la seconda più tranquilla e con aria appena mossa da brezzolina di valle diurna – dànno ragione del titolo dell’articolo a motivo delle loro ampie escursioni termiche dai pochi gradi sopra 0°C dell’alba al piacevole tepore del primo pomeriggio.
a cura di Maurizio Ratti, Mauro Olivieri e Giovan Battista Mazzoni



