Domenica 17 agosto – XX del Tempo Ordinario
(Ger 38,4-6.8-10; Eb 12,1-4; Lc 12,49-53)
Le letture di questa domenica hanno un carattere forte, duro: “Sono venuto a gettare fuoco sulla terra”, “Sono venuto a portare divisione”. Queste parole sono in contrasto con altre, dette sempre da Gesù: “Vi lascio la pace, vi do la mia pace” (Gv 14,27), e con queste altre devono essere intese.Gesù ci ha anche detto: “Guai a voi quando gli uomini diranno bene di voi” (Lc 6,16) e “Voi siete il sale della terra” (Mt 5,13), non lo zucchero. Solo quando i cristiani smetteranno di vivere nello zucchero del compromesso con l’ordine stabilito, riscopriranno il sapore salato della forza del vangelo.
Tutte le volte che la Chiesa ha rinunziato alla sua dignità ed è scesa a compromesso con il potere politico o la mentalità dominante, ha perduto in forza e credibilità.
Più che camminare, corriamo, come se partecipassimo a una gara, ma non corriamo per arrivare primi, corriamo per non rimanere indietro nel numero dei fratelli. Il nostro combattimento contro il peccato trova il suo posto all’interno di una gigantesca lotta che esiste fin dall’origine e continuerà fino alla fine.
Noi facciamo la nostra parte circondati da tanti testimoni, quelli attuali come noi impegnati a vivere integralmente la vita cristiana; quelli del passato che ci vedono rivivere il loro combattimento e si rallegrano con noi per ogni vittoria della fede e della carità. Il peccato è un peso, la vita per Dio è libertà, e quanto più il cuore batte solo per Dio, tanto più sente la gioia di rispondere al suo amore.
Siamo attaccati alla sua persona e siamo impegnati a camminare sulle sue tracce. Egli è la guida che ci ha preceduto e che ha sperimentato prima di noi il cammino sul quale ci invita a seguirlo. Come lui si è affidato al Padre, così noi ci affidiamo a lui per arrivare all’incontro con il Padre. La sua fiducia è modello dell’adesione di ogni credente al mistero dell’amore e della misericordia.



