Quando luglio, il mese estivo per eccellenza, quello centrale della stagione, si è avviato all’indomani delle piogge abbondanti del 30 giugno, lo ha fatto partendo da una situazione caratterizzata da temperature piuttosto fresche.
Il cielo ha impiegato un po’ prima di sgombrarsi per consentire al sole di luglio di agire indisturbato. Così, da martedì 4 a sabato 8, con l’unica eccezione di venerdì 7, le correnti da SW hanno recato volentieri nubi e schiarite a vicenda con addensamenti sui rilievi montuosi, più frequenti nel pomeriggio, ma non solo, per poi anticiparli al primo mattino (con una gocciolata intorno alle 8) sabato 8.
La ventilazione e le nuvole, perciò, hanno tenuto a bada le temperature massime dal 4 al 6, comunque di poco sotto i 30°C a causa della massa d’aria tutt’altro che fresca.
Venerdì 7, al contrario, il cielo poco nuvoloso ha dato modo ai termometri di compiere un primo guizzo verso valori più elevati; orizzonte limpido e ventilazione discendente in opposizione alla brezza hanno favorito la prima ‘scalata’ termica.
Sabato 8, l’incertezza atmosferica ha riguardato solo le ore mattutine, ma dalle 11 in poi il cielo si è aperto e l’astro maggiore ha potuto lavorare da par suo, spalleggiato ancora dall’inibizione del regime di brezza da parte di flussi aerei favonici.
Da domenica ad oggi, come si legge nelle cronache di epoca barocca o rococò, il sole ha veramente “fatto pompa dei suoi raggi”, per nulla ostacolato da sparute e fugaci formazioni nuvolose.
Se domenica 9, nel pomeriggio, qualche cumuletto è riuscito ancora a formarsi sui rilievi a W, NW e N di Pontremoli, lunedì 10 l’intera giornata è trascorsa senza che si sia scorto il minimo cenno di Cumulus humilis o di Cirrus fibratus.
La visibilità, mantenutasi molto buona sia domenica che lunedì, eccetto una certa opalescenza da aerosol atmosferico all’orizzonte SE, il più vasto, ha cominciato a perdere smalto martedì 11 luglio, a causa del graduale venir meno della secchezza dell’aria. Il trasporto di polveri sahariane è avvenuto nei giorni scorsi fino alla latitudine della Corsica, per cui il fenomeno non si è notato in Lunigiana, a differenza di quanto avvenuto in giugno nei giorni intorno al solstizio estivo.
L’anticiclone africano si è impegnato a dare i massimi effetti in aree sottovento alle correnti dominanti: quindi con un lieve calo delle temperature massime nel nostro versante, mentre l’aumento è continuato in Emilia-Romagna, specie in pianura. Le giornate più calde, per ora, rimangono quelle di domenica 9 e lunedì 10.
Unica nota rassicurante pare essere il tenue intervallo meno ardente fra mercoledì 12 e venerdì 14. Le previsioni, poi, promettono spietata canicola da sabato 15 a tutto il 20 luglio.
Se ne darà conto a tempo opportuno, ma intanto non rimane che ribadire, se ancora ce ne fosse bisogno, che la vecchia faccia delle estati cui eravamo abituati – dal caldo più gradevole, di quando in quando punteggiate da condizioni più torride e talora afose, però mai persistenti per intere settimane o decadi, salvo nelle annate anomale che anche fino a 20-30 anni potevano verificarsi – pare un quadro rimasto nelle nostre menti, ma tramontato per sempre.
Esso non sarà più una condizione ‘normale’, bensì una eventualità da attendersi ogni qualche anno come… nuova estate fresca, e questo per il semplice fatto che il livello termico ‘normale’ è aumentato di oltre 1°C in trent’anni.
a cura di Maurizio Ratti, Mauro Olivieri e Giovan Battista Mazzoni



