Con i piedi nel fango. Rosatelli – Carofiglio: conversazione su politica e verità

26CarofiglioJacopo Rosatelli ricercatore in studi politici intervista su importanti questioni Gianrico Carofiglio, magistrato ed ex-senatore, ora dedito a scrivere saggi di politica e società, tre professioni che hanno in comune le parole e la verità.
A Pontremoli l’abbiamo sentito nel 2011 presentare La manomissione delle parole: “parlare chiaro e concreto è una vera rivoluzione” è il concetto di sintesi di questo suo libro. Torna ora a riflessioni e analisi, sostenute da molte fonti culturali di studiosi importanti, con un breve ma denso saggio: “Con i piedi nel fango. Conversazione su politica e verità” (Gruppo Abele, 2018).
La relazione tra politica e verità è complessa, per analizzarla è indispensabile mettere in discussione la semplificazione diffusa, ma falsa, che c’è una società civile buona contrapposta a una politica cattiva. Serve invece sforzarsi e saper distinguere, tentare di capire cause e connessioni dei problemi, anche quelli economici, per fare poi le proprie scelte in modo consapevole e non dietro il carro di chi grida più forte e promette l’impossibile.
Non si può rendere banale ciò che è complicato, ma si può capirlo se ci sforziamo di parlare con precisione e di avere a cuore la democrazia. Non è un saggio filosofico che elabora una teoria della verità sulla politica, non è neanche un commento sulla stretta attualità e sulle polemiche quotidiane. Vuol essere un contributo, quando si sta “con i piedi nel fango”, a cercare con pazienza e sguardo lungo di cambiare realmente le cose, riflettere e poi agire per risolvere i problemi.
Democrazia è partecipazione cantava Giorgio Gaber, che non è “la pratica patologica di chi in rete, protetto spesso dall’anonimato, offende, minaccia, inveisce”, è invece rifiuto dell’indifferenza, è “l’agire politico individuale e collettivo nutrito di cultura, studio e passione”. La capacità di trasformazione della politica si è ridotta nel sistema dei mercati globali e dei poteri sovranazionali, ma non è cancellato lo spazio per azioni di non violenta ribellione civile a situazioni spesso inaccettabili. La società del rischio è governabile, non con buonismo di maniera, ma con consapevoli e doverose azioni degli individui e delle collettività, accettando la pluralità dei punti di vista e cercando il dialogo anche col”nemico”, per fare pace e non la guerra. Il cambiamento va guidato, reso umano con atti concreti, con senso del limite.
Per dire il suo concetto di buona politica Carofiglio si affida alla saggezza antica dei Toltechi: “usa parole precise, sappi riconoscere anche i tuoi errori, fai congetture ma verificale, fai sempre cose buone perché è giusto non per averne ricompense”. La classe dirigente oggi è piuttosto screditata, chi vorrebbe dedicarsi alla politica in modo sano e appassionato sta alla larga dalla politica “bugiarda, corrotta”, però chi ha voglia ha l’obbligo morale di fare politica o di rifiutare qualunquismo e rancore.
Politica e verità sono fondamento della democrazia. Senza trucchi, senza urlare, i politici dovrebbero mettere insieme anche nel linguaggio “ragione, contenuti, verità e capacità di appassionare”, per uscire dal fango. Per ricreare quel senso di comunità di cui oggi abbiamo molto bisogno, la buona politica ha bisogno di parole al servizio di azioni concrete; le più necessarie per Carofiglio sono gentilezza, giustizia distributiva, ribellione, bellezza, scelta, speranza.
“Con i piedi nel fango” è un saggio di un laico e sembra di ascoltare papa Francesco, che illumina ogni condizione umana di speranza e proposte risolutive, ma è poco ascoltato.

Maria Luisa Simoncelli