L’A.N.P.I. Pontremoli contro lo spettacolo “Occhi tra le foglie”

Opera tratta dall’omonimo romanzo di Giacomo Pinelli di Montelungo. La pièce verrà rappresentata Alla Rosa in occasione del “Giorno della Memoria”. Secondo l’Anpi propone un’immagine distorta della Resistenza in Lunigiana.

Il cast che porta in scena la pièce teatrale " Occhi tra le foglie " assieme all'autore dell'opera Giacomo Pinelli (il terzo in alto da sinistra).
Il cast che porta in scena la pièce teatrale “Occhi tra le foglie” assieme all’autore dell’opera Giacomo Pinelli (il terzo in alto da sinistra).

è deflagrato come una bomba ad alto potenziale il comunicato che il Consiglio direttivo dell’A.N.P.I. “Laura Seghettini” di Pontremoli ha diffuso nella giornata di lunedì 22 gennaio, a seguito della riunione dello stesso del 20 gennaio. Il documento, infatti, prende posizione contro la “riproposizione dello spettacolo ‘Occhi tra le foglie’ (giovedì 25 gennaio nel teatro della Rosa) per gli studenti delle Scuole superiori in occasione del Giorno della Memoria”; una posizione che trae origine dalla “forte preoccupazione” che l’organismo esprime “per la ricorrente diffusione – soprattutto tra il pubblico giovanile – del messaggio che emerge dal romanzo”, ambientato nel pontremolese, accusato di proporre “un’immagine distorta della nostra Resistenza” e di raccontare “situazioni che mai si sono realmente verificate in questo territorio: l’autore descrive partigiani che violentano giovani donne o sono tutti tesi a vendicarsi uccidendo presunte spie dei fascisti e altro ancora”. Esprime inoltre l’auspicio che su certi fatti si possano scrivere “racconti meno fantasiosi e meno tendenziosi, più aderenti alla realtà di quei terribili venti mesi di occupazione nazista e fascista che Pontremoli ha vissuto dall’8 settembre 1943 al 27 aprile 1945”. Oltre a queste critiche di sostanza sul libro di Giacomo Pinelli e sulla riduzione teatrale dello stesso, il comunicato critica fortemente l’iniziativa in quanto, a seguito della legge 21 luglio 2000 n° 211 il Giorno della Memoria “è stato istituito in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti, e meriterebbe dunque una riflessione basata su contenuti ben diversi da quelli del romanzo citato, l’utilizzo dei quali dimostra quanto siano state fraintese e del tutto disattese le finalità della legge citata”.

Analoga valutazione negativa è espressa nei confronti di un’iniziativa legata al romanzo che riguarda il nostro settimanale e di cui riferiamo a parte. Secondo il direttivo dell’A.N.P.I., “tutto ciò potrebbe far pensare non ad una serie di iniziative maldestre e prive di finalità recondite ma a un cinico, subdolo disegno politico di destabilizzazione democratica, veicolato anche – magari inconsapevolmente – da persone moralmente ineccepibili”. Il documento si conclude con un appello “al Sindaco del Comune di Pontremoli, al Presidente della provincia di Massa-Carrara (medaglia d’oro al V.M. della Resistenza), al Direttore responsabile del Corriere Apuano, ai Dirigenti e agli Insegnanti delle scuole del territorio, alla regista della rappresentazione teatrale e agli attori coinvolti, nonché al disegnatore della graphic novel, affinché si rifletta sulle conseguenze negative che l’attuazione delle iniziative sopra richiamate potrebbe avere sulla nostra comunità”. Inoltre “la popolazione tutta è caldamente invitata a vigilare a tutela di una corretta informazione e a dissociarsi da attività che evidenziano un chiaro rischio di collusione (anche involontaria) con eventuali mire di revisionismo e di grossolana falsificazione storica”.

Critiche anche per il nostro settimanale

La copertina, realizzata da Nicolò Laporini, del progetto di realizzazione della grapich novel "Occhi tra le foglie"
La copertina, disegnata da Nicolò Laporini, del progetto di realizzazione della grapich novel “Occhi tra le foglie”

“Con incredulità siamo anche venuti a conoscenza che il libro sarà trasformato in una graphic novel pubblicata a puntate come inserto sul settimanale cattolico diocesano Il Corriere Apuano, reiterando dunque iniziative tali da favorire il diffondersi tra i giovani di cliché e stereotipi falsi, destituiti di ogni fondamento sul piano della verità storica”. Così il comunicato, riportato in ampi stralci in altro articolo di questa stessa pagina, si esprime riguardo alla notizia diffusa, senza un diretto coinvolgimento del nostro settimanale, verso la fine dello scorso dicembre. Non credo che la storia del giornale, la mia personale e quella della redazione abbiano bisogno di difese d’ufficio circa la profonda convinzione democratica che ci caratterizza. È bene precisare che il romanzo è stato pubblicato nel 2012 e che la pièce teatrale da esso derivata ha avuto diverse rappresentazioni (oltre che a Pontremoli anche a Bagnone) dalla fine del 2016 fino alle soglie della primavera del 2017 senza che alcuno abbia espresso pubblicamente le considerazioni presenti nel comunicato di questi giorni. Non che questo possa avere un qualche valore di “patente” di qualità del prodotto, ma di certo sembra di poter dire che, fermo restando il diritto di avere un’opinione contraria e di poterla esprimere, nessuno può pensare ragionevolmente che per una decisione di quel tipo si debba chiedere a chicchessia non dico il permesso, ma nemmeno il placet. Ritenendo, comunque, di essere dalla stessa parte del Comitato direttivo ANPI nella difesa dei valori della democrazia ristabilita con il contributo della Resistenza partigiana, ci dichiariamo disponibili ad un confronto sereno sulla parte della questione che ci riguarda. (a.r.)