Estate sfrenata: basta, per favore

Provati da un’altra settimana di caldo che, almeno quanto a persistenza, in questa estate non pare avere precedenti (persino nel 2003 di bollente memoria si era avuta qualche pausa in luglio prima del delirio rovente di agosto), non resta che sperare in una risolutiva rinfrescata nella seconda metà del mese.
A vedere la sequenza di temperature registrate, con punte massime di 35-36-37°C pressoché quotidiane, si stenta a credere che possano essere valori dell’estate lunigianese così come la si viveva almeno fino al 2000.
Negli ultimi 15-20 anni, dopo il primo ‘shock’ della stagione 2003, estati mediamente più torride si sono succedute ora toccando l’apice in luglio, ora in agosto, spesso in entrambi in mesi e magari con prime avvisaglie fin dal mese di giugno. Mai come quest’anno, però, si era vista una costanza su livelli termici così elevati, per due mesi di fila (da metà giugno a metà agosto) con pause quasi inapprezzabili di 24-48 ore, e con temperature comunque superiori alla norma anche se in leggero calo rispetto ai giorni adiacenti.
Nella settimana in esame, la ‘fornace’ solare, stante il cielo sereno, è stata spietata nei giorni 4, 5 e 6, con solo una lieve diminuzione delle temperature massime rispetto al picco assoluto del 3 agosto.
Da venerdì 7 a domenica 9, come diversivo, la maggiore attività diurna, e soprattutto pomeridiana, delle nubi cumuliformi ha avuto evoluzioni temporalesche in tante regioni italiane. Si è trattato dei temporali di calore dovuti alla fugace instabilità a ciclo diurno, che non reca un vero ricambio d’aria come i temporali frontali, legati al passaggio di una perturbazione, bensì un breve, limitato, localizzato calo della temperatura dovuto alle precipitazioni, al vento discendente dai cumulonembi o anche solo al venir meno della radiazione solare per mezz’ora, un’ora o più.
Venerdì 7, i temporali si sono sviluppati abbastanza lontano dalla Lunigiana, quindi si è beneficiato solo della degenerazione di lontane incudini (cumulonembi), vale a dire di altostrati e cirrostrati che i venti in quota hanno trasportato fin sul nostro spazio aereo da NW verso SE. Sabato e domenica, invece, i temporali si sono sviluppati sul nostro crinale appenninico coinvolgendo pure circoscritte zone del fondovalle.
Sabato 8, tuoni, vento e rovesci si sono concentrati dapprima tra i valichi del Lagastrello e del Cerreto estendendosi fino a Comano, dove i pluviometri hanno raccolto dai 15 ai 30 mm a seconda del punto di misura. Più tardi, a pomeriggio inoltrato, è entrato in azione un altro nucleo temporalesco sorto tra Zerasco e Guinadese e che si è poi spostato su Pontremoli; i vari pluviometri sparsi nel capoluogo e immediati dintorni hanno segnalato apporti sui 5-6 mm perché solo l’avvio della precipitazione alle 16:20 ha assunto carattere di intenso rovescio, mentre nel prosieguo, per una buona ora, dalle 16:30 alle 17:30, la pioggia è scesa debole o al più moderata.
Domenica 9, l’evoluzione temporalesca si è presentata in anticipo e con obiettivo quasi esclusivamente Pontremoli: i primi tuoni sono scoppiati già verso le 14:30, seguiti da pioggia un po’ più ardita rispetto a sabato, indi moderata per circa un’ora fino alle 15:30. Il fenomeno si è concentrato su un’area più ristretta interessando soprattutto Verdeno (9-10 mm) e meno le aree sud, est e nord della città (3-5 mm). Lunedì 10, atmosfera più tranquilla, ma con l’ineluttabile pomeriggio ardente.

a cura di Maurizio Ratti, Mauro Olivieri e Giovan Battista Mazzoni