La “caliente” pagella di luglio

Mentre agosto sta muovendo i primi passi dopo aver ereditato (e subito messo a frutto) la calura di luglio, si può parlare del mese centrale dell’estate a calcoli eseguiti di somme e medie, dati che vanno a continuare le serie storiche delle osservazioni meteorologiche.
I numeri definitivi, al primo sguardo, dicono subito se qualche record è caduto: e da qualche anno, ormai, sono i primati del caldo a soccombere sotto l’incalzare del riscaldamento globale. Luglio 2026, in Lunigiana, si è distinto per la costanza del caldo senza picchi straordinari in singoli giorni; l’anomalia risiede, appunto, nella tenuta di un livello medio quasi sempre 3-4°C sopra norma, il che è bastato, a Pontremoli, ad elevarlo al rango supremo di luglio più caldo di stretta misura: al… fotofinish, infatti, si è imposto sul luglio 2015, che deteneva la palma di più ardente, 25,0°C a 24,9°C, cioè di un solo decimo di grado.
E di 0,1°C è pure il minimo distacco dall’agosto 2003, che con una media di 25,1°C guida tuttora la classifica dei mesi estivi più caldi in generale.
Diverso, a pochi km di stanza, è stato l’andamento nelle campagne di Villafranca (Ghiaione), dove il luglio 2015 è rimasto in sella sia come luglio che come mese estivo più caldo; la seconda posizione del podio è salda all’agosto 2024. Il luglio 2026, invece, si è accontentato del terzo posto fra i mesi di luglio perché sotto, in media, anche al luglio 2022.
Queste differenze tra località anche vicine sono dovute al fatto che le singole posizioni in classifica si giocano sui decimi di grado, al limite della risoluzione strumentale. Poiché la media mensile, inoltre, si ottiene dai valori medi delle temperature minime e massime rilevate ogni giorno del mese, un discorso a parte andrebbe fatto su come sono andati a collocarsi tali dati nella serie storica, ma servirebbe ulteriore spazio.
Se già con le temperature possono verificarsi le particolarità descritte, figurarsi con le precipitazioni, che variano da luogo a luogo, anche vicini, in maniera inopinata, specie d’estate. Si è detto che hanno dominato caldo e siccità, eppure non mancano stazioni in cui l’acqua caduta ha rispettato la norma e altre in cui è stata superata.
Trattasi di Pontremoli, dove il totale di 52 mm ha raggiunto esattamente la media centenaria (un indice consolidato, quindi), e di Equi, che ha ricevuto oltre 60 mm, una decina in più dei canoni climatici.
Nelle conche vallive agli estremi nord e sud-est della Lunigiana tutto bene, allora, e siccità inesistente? No, perché si tratta di dati ingannevoli: quella pioggia, pur avendo raggiunto quanto era nelle attese, lo ha fatto in modo pessimo, concentrandosi quasi tutta in due episodi temporaleschi di forte intensità la sera del 15 e all’alba del 26.
L’acqua che si sarebbe potuta avere in 5-6 mandate, ogni 5-6 giorni, è venuta giù in un paio di acquazzoni durati poco tempo e in un mese, per il resto, secco, assolato e molto caldo.
Il territorio provinciale nel suo complesso ha ricevuto apporti fra i 25 e i 50 mm, sia in collina che in montagna come nelle vallate: totali appena discreti a Villafranca Ghiaione (30,4 mm), Gragnola (40,2 mm) e Massa (32,8 mm), con la cattiva distribuzione di sui si è detto.
Gli effetti dell’anticiclone, intanto, protrattisi e intensificatisi con l’arrivo di agosto, hanno permesso ai termometri di toccare i 37°C lunedì 3, superando i 36°C che resistevano dal 27 giugno (i 36°C che si leggono in tabella negli ultimi giorni di luglio sono arrotondamenti all’unità intera di valori fra 35,5°C e 35,9°C).

a cura di Maurizio Ratti, Mauro Olivieri e Giovan Battista Mazzoni