Ed ecco io sono con voi tutti i giorni

Domenica 17 maggio – Ascensione del Signore
At 1,1-11 Ef 1,17-23 Mt 28,16-20)

In questa domenica, celebrando l’ascensione del Signore, possiamo contemplare la Sua onnipotenza e quanto la Sua pedagogia vada oltre le logiche del mondo.
Cristo dopo la risurrezione si mostrò diverse volte ai Suoi discepoli per rifondere in loro la fiducia, ma soprattutto per mostrare loro quanto Egli desiderasse stare loro vicino in ogni momento.
Tuttavia, sa che, finché non ritornerà al Padre, essi non potranno conoscere fino in fondo lo Spirito Paraclito. Gesù decide di ritornare al Padre per lasciare che i discepoli possano fare esperienza dello Spirito Santo. Rimanere con loro non sarebbe un male, ma andando verso il Padre permette ai discepoli di stare ancora più vicino a Lui per mezzo dello Spirito Santo che insegnerà loro tutto quello che Egli ha loro comandato.
La pedagogia di Gesù ci sollecita a guardare al bene dell’altro e non solo ad un bene individuale. Questa è l’espressione del vero amore per l’uomo che Egli ha iniziato a dimostrare dalla Sua nascita e in modo sublime con la Sua Passione, Morte e Risurrezione.
Un’altra cosa che non è di ostacolo a Cristo è la Sua onnipotenza. Colui al quale niente è impossibile vuole fisicamente lasciare quelli che ama di un amore infinito, affinché abbiano un Altro che possa tenerli vicino a Lui. L’altro non è sempre un nemico o colui che ci ruba la scena. Permettere che altri facciano parte della nostra vita, del nostro percorso verso l’eternità, spesso ci aiuta a rimanere fedeli al nostro percorso.
L’altro può diventare quella persona che ci permette di stare più vicini a Dio di quanto possa sembrarci possibile. Un distacco necessario per un bene essenziale e maggiore per entrambi ma soprattutto per i discepoli.
L’amore sa anche privarsi, allontanarsi, per permettere all’amato di ricevere la pienezza della gioia. Sono venuto perché abbiano la vita e la vita in abbondanza (Gv10,10).
Ci sono e ci saranno sempre momenti in cui dovremo fare scelte che al momento causano tristezza, sofferenza ma che poi ricolmano di gioia e ci rendono la libertà dei figli di Dio.
Quante amicizie che non fanno bene, che sono solo una ricerca reciproca egoistica, dove viene prima di tutto quello che ognuno vuole prendere dall’altro diventano gabbie dalle quali è difficile decidere di uscire per riacquistare la libertà.
Gesù ci insegna che a volte è proprio nell’allontanarci che liberiamo noi stessi e le persone che diciamo di amare, è quando prendiamo le distanze che riusciamo non solo a vedere meglio ma anche a vivere meglio.

Don Jules Ganlaky