Alte nel cielo le vampe del Falò di San Nicolò

Condizioni meteo favorevoli e il giorno prefestivo hanno favorito un’edizione da record, con un’affluenza di pubblico probabilmente mai vista per il primo atto della sfida tra i fuochisti di Pontremoli.

Si sprigionano le vampe del falò di San Nicolò

Dateci una giornata di bel tempo e noi vi ripagheremo con lo spettacolo di un bel falò. E così è stato!
I giorni precedenti non promettevano nulla di buono e la pioggia aveva trasformato la strada e l’area del falò in un acquitrino di fango, ma i lavori di costruzione della pira non si sono mai fermati.
Poi il tempo è cambiato: Sant’Antonio Abate e San Nicolò, finalmente, sono intervenuti a nostro favore e, sabato all’alba, il cielo era sgombro di nuvole e un timido sole ha fatto capolino nel cielo.

La pira è pronta nella nuova collocazione nel greto della Magra, più a valle rispetto al solito

Il momento dell’accensione si sta avvicinando, nell’aria si palpa l’eccitazione e l’ansia dei fuochisti: tutti gli sforzi fatti devono essere ripagati e non si ammettono errori. In una cornice di pubblico, come non si è mai vista – la gente si è assiepata anche sulla sponda opposta del fiume -, i fuochisti circondano la base del falò e aspettano il comando del capo.
Via! All’unisono le torce penetrano negli “ulsi” e in pochi secondi le fiamme aggrediscono i rami secchi che alimentano il fuoco e si alzano velocemente, avvolgendo tutta la pira. Migliaia di scintille si alzano verso il cielo buio.

Il momento più delicato: quello dell’accensione

Un leggero soffio di tramontana cerca di dividere le fiamme, ma queste, subito, si ricompongono, ribellandosi all’ennesimo scherzo del tempo.
Ora, il padrone assoluto della scena è il fuoco: emana una luce abbagliante e un calore che, speriamo, porti un po’ di fortuna e serenità a tutti quelli che hanno voluto assistere a questo tradizionale spettacolo. Il borgo di San Nicolò si illumina e mostra tutta la sua antica bellezza.
Il nuovo sito del falò, selezionato dopo tanti sopralluoghi e dubbi, ci ripaga della scelta fatta perché può essere ammirato anche dal ponte dei Quattro Santi.

Per i fuochisti di San Nicolò è il momento della festa

Come da tradizione, il falò non dura tanto tempo. Il fuoco ha divorato gli “ulsi” sapientemente intrecciati, per poi abbassarsi lentamente, continuando a bruciare ma senza l’impeto iniziale.
Il letto del fiume riflette la luce delle fiamme, i fuochisti si abbracciano, urlano, esultano. Tutti insieme si avviano, stanchi ma emozionati, verso “la baracca” per continuare i festeggiamenti.
La gente è ancora assiepata sul ponte e sui sassi del fiume e qualche bimbo con il viso rivolto in alto aspetta ancora che le scintille salgano in cielo come fosse una magia. E in un certo senso lo è! È la magia di un rito antico come l’uomo.

Domenico Bertoli