La Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani

Ad Aulla venerdì 23 gennaio Preghiera ecumenica

Si chiude domenica 25 gennaio la Settimana di preghiera per l’Unità dei Cristiani, evento a cui don Antony Nnadi, delegato diocesano per l’ecumenismo, ha fatto riferimento nel suo saluto iniziale dell’iniziativa sul dialogo ebraico-cristiano di Aulla di sabato scorso 17 gennaio.
“Il dialogo – ha spiegato – non è qualcosa di occasionale ma una scelta che attraversa tutte le nostre relazioni tra religioni diverse, e anche all’interno della fede cristiana”.
In diocesi incontro di riflessione ad Aulla mercoledì 21 gennaio, alle 20,30 nel salone polifunzionale di San Caprasio.
Il secondo appuntamento è per venerdì 23 gennaio, alle ore 20.30, ancora ad Aulla nella chiesa parrocchiale di san Caprasio, per la preghiera ecumenica con la Parola di Dio.
Oltre al vescovo Mario, parteciperanno il pastore Massimo Marottoli (chiesa evangelica metodista di Carrara), P. Armand Bratu (chiesa ortodossa romena di Carrara), P. Pavel Dragos (chiesa ortodossa romena di Massa), e don Antony Nnadi, delegato diocesano per il cammino ecumenico.
Il materiale proposto in questa edizione 2026, intitolata “Uno solo è il corpo, uno solo è lo Spirito come una sola è la speranza alla quale Dio vi ha chiamati” (Ef 4,4)  trae ispirazione da tradizioni secolari di preghiera e invocazioni, da sempre utilizzate dal popolo armeno, insieme a inni nati negli antichi monasteri e chiese dell’Armenia, alcuni dei quali risalgono addirittura al IV secolo.
La Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani 2026 invita i fedeli ad attingere a questo patrimonio cristiano condiviso e ad approfondire la comunione in Cristo, che unisce i cristiani di tutto il mondo. Accogliamo questa chiamata divina all’unità, non come un ideale astratto ma come un’espressione vitale della nostra fede.
In un mondo in cui il Corpo di Cristo è ferito dalle divisioni nelle e tra le varie tradizioni e confessioni, l’appello dell’apostolo all’unità è rivolto a ciascuno di noi, non solo come comunità ecclesiali distinte, ma anche come individui che fanno parte di altrettante comunità.