L’antica devozione a San Nicolò

Titolare di molte parrocchie nella nostra diocesi. Celebrazioni in tutta la Lunigiana il 6 dicembre, giorno della festa liturgica

I lavori in Piazza S. Nicolò a Villafranca (foto Massimo Pasquali)
I lavori in Piazza S. Nicolò a Villafranca (foto Massimo Pasquali)

Sono numerose anche in Lunigiana le chiese e gli oratori intitolati a San Nicolò che festeggiamo il 6 dicembre: da quella nel centro storico di Pontremoli (già dedicata a Sant’Alessandro al quale venne poi affiancata la figura del Santo di Bari) a quella di Caprigliola che svetta sulla bassa valle della Magra; dalla prepositurale di Bagnone (alla quale si deve affiancare anche quella che sorge nei pressi del castello e intitolata a Santa Maria) alla bella parrocchiale di Varano nel territorio di Licciana Nardi.
E poi la chiesa che si affaccia sulla piazza principale del borgo di Mulazzo nella quale San Nicolò condivide l’intitolazione con San Martino, memoria dell’antica chiesa che sorge all’interno del cimitero poco a valle del centro storico. Senza dimenticare, infine, l’importante presenza dell’edificio sacro che a Villafranca era intitolato a San Nicolò, ma demolito dopo i danni provocati dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Mai ricostruita, di quella chiesa resta, oltre alla memoria, il solo campanile.

Statua di San Nicolò nella chiesa di Caprigliola

Fra le tante immagini che raffigurano il Santo, è di significativo interesse storico e artistico la bella statua posta nella nicchia sulla parete di fondo del presbiterio della chiesa parrocchiale di Caprigliola. Una scultura di notevoli dimensioni, realizzata nel 1740 in marmo bianco di Carrara da un ignoto artista probabilmente di scuola toscana che ha raffigurato San Nicola nella tradizionale iconografia, in abiti vescovili con, ai piedi, il barile dal quale emergono i tre fanciulli da lui resuscitati.

Panorama del borgo di Caprigliola con la chiesa di San Nicolò

Antica quanto ancora avvolta parzialmente nell’incertezza storica è la chiesa di Caprigliola: quanto il suo profilo è familiare al centro del borgo che domina la valle, tanto non sono ancora note le sue origini. Ma siano esse obertenghe sul finire del primo millennio o risalgano alla successiva epoca vescovile (iniziata nel XII secolo), la presenza di almeno un edificio sacro a Caprigliola è cosa certa.
È anche possibile che ve ne fosse uno all’interno del castello dei vescovi conti di Luni e uno nel borgo fortificato; se del castello l’elemento superstite più evidente è la torre che svetta a fianco dell’attuale chiesa parrocchiale, di una chiesa ad uso della popolazione restano tracce evidenti poco più in basso, all’interno del paese, anche se sembrano appartenere ad un’epoca (XV secolo) più tarda rispetto a quella di una eventuale fondazione altomedievale.

San Nicolò Villafranca
Villafranca, 5 dicembre 2016: la processione con la statua di San Nicolò arriva nel parco dove sta per essere acceso il fuoco (Foto Studio Massari)

Nel 1730 la parrocchiale di Caprigliola venne eretta al rango superiore di “prepositurale” e risale appunto a dieci anni dopo la realizzazione della statua di San Nicola di Bari (o San Nicolò) che spicca al centro della parete di fondo nel presbiterio.
Se a Caprigliola la celebrazione liturgica che suscita più afflusso di fedeli non è quella per il Santo di Bari bensì quella, famosa in tutto il territorio, della Madonna del Buon Consiglio (con tanto di luminaria alla metà del mese di agosto), la devozione a San Nicolò si manifesta ogni anno in modo solenne a Villafranca, proprio là dove la chiesa a lui intitolata non esiste più. E nel borgo alla confluenza fra il Bagnone e la Magra si consuma il primo rito dei falò in Lunigiana: è la sera del 5 dicembre, vigilia della festa liturgica, che si brucia il “fuoco” di San Nicolò, rito propiziatorio nel cuore dell’inverno per la rinascita della luce. A Pontremoli, invece, la pira preparata dai fedeli della parrocchia di San Nicolò viene accesa la sera della festa di un altro “santo dell’inverno”, Sant’Antonio Abate, il 17 gennaio.

(p. biss.)