Nella festività dell’Immacolata, il vescovo Mario ha presieduto la solenne celebrazione in Concattedrale a Pontremoli; anche il rinnovo delle adesioni alla Azione Cattolica con fedeli giunti da tutta la Diocesi

Nella luminosa cornice della solennità dell’Immacolata Concezione, a Pontremoli la mattina dell’8 dicembre la Concattedrale ha accolto una celebrazione molto sentita dalla comunità diocesana. La S. Messa Pontificale, presieduta dal vescovo mons. Mario Vaccari, è stata infatti arricchita dalla presenza di numerose persone dell’Azione Cattolica giunte, dalla Lunigiana e dalla zona della Costa, per vivere insieme la giornata diocesana del loro rinnovo annuale.
Nell’omelia il vescovo ha offerto una meditazione intensa nel solco dell’Avvento, mettendo in dialogo le due grandi figure che accompagnano la Chiesa verso il Natale: Giovanni Battista e Maria.
La figura preminente della seconda domenica d’Avvento – ha ricordato – è il Battista mentre la festa della Immacolata ci invita a guardare alla Vergine Maria. Sono le due figure che nell’Avvento ci aiutano ad accogliere Gesù, con uno stile diverso ma da cui dobbiamo imparare.
Da una parte Giovanni, l’uomo del deserto, vestito di pelli di cammello, che attende il Messia “con modi maschili” e invitando alla conversione.
Dall’altra Maria, che ci accoglie nella Sua casa, nel Suo quotidiano, nella trama semplice di una vita che attende la redenzione di Israele ma anche il compimento personale delle promesse di Dio.
È lì che giunge l’annuncio dell’Angelo, inatteso e sorprendente: “Hai trovato grazia presso Dio… concepirai un Figlio”. Il vescovo ha sottolineato la diversa posizione spirituale dei due: Giovanni appare “convesso”, attivo, quasi impetuoso, Maria invece è “concava”, cioè capace di accogliere.
Lei si permette di fare una domanda: “Come avverrà questo?” ma poi si affida a Dio: “Ecco la serva del Signore, si compia in me la tua parola”. Maria – ha proseguito fra’ Mario – mette a disposizione “la Sua vita, il Suo grembo, tutta sé stessa”.
È lo stile “femminile” della salvezza, una disponibilità che non rinuncia al pensiero ma lo apre alla fiducia. Entrambe le spiritualità, quella di Maria e quella di Giovanni – ha continuato mons. Vaccari – convivono in ciascuno di noi e ci insegnano a vivere secondo quanto più ci è affine.
L’Avvento non è solo tempo di conversione, ma anche di gioia: oggi – ha sottolineato – celebriamo come tutto è grazia. “Piena di grazia”, in greco, si può tradurre “amatissima da Dio”: proprio questa grazia permette a Maria di concepire per opera dello Spirito Santo nella Sua verginità, “prima e dopo il parto”.
Richiamando sant’Agostino, il vescovo ha ricordato come per Maria sia stato più importante essere “discepola del Signore che madre secondo la carne”. Il Suo “si compia in me quanto hai detto” diventa la radice di ogni novità che Dio genera.
San Paolo, nella lettera agli Efesini, estende questo dono anche ai credenti: siamo predestinati a “operare nella carità”, portatori di una grazia che sostiene la fede anche quando il peccato ci appesantisce. Per questo, ha concluso mons. Vaccari, nelle nostre vite e nelle nostre comunità il Figlio di Dio deve essere accolto “nella quotidianità, nella perseveranza e nella consolazione dello Spirito”.
Accogliere Maria significa permettere che, come nel Suo cuore, anche nel nostro “si generi la vita”. La celebrazione si è conclusa con il rinnovo delle adesioni dell’Azione Cattolica e con un clima di gioiosa partecipazione, segno di una comunità che – sulle orme della Madre di Dio – desidera continuare a dire il proprio “sì” al Vangelo.
Fabio Venturini



