Pietro Rossi e il  castello di Pontremoli nei quadri di Hayez

Nella Sala dei Sindaci la mostra con i tre quadri per la prima volta esposti insieme. Realizzata dal Comune di Pontremoli con l’Accademia e la Pinacoteca di Brera e la Banca d’Italia

Due delle tre opere in mostra nella Sala dei Sindaci a Pontremoli: a sinistra quella ultimata da Hayez nel 1820 e, a destra, la versione del 1850

Fino al 2 novembre la Sala dei Sindaci nel palazzo comunale di Pontremoli ospita la mostra “Pietro Rossi nel castello di Pontremoli di Francesco Hayez” che, per la prima volta, riunisce i tre quadri che l’artista, veneziano di nascita e milanese di adozione, ha dipinto fra il 1818 e il 1855. Opere arrivate grazie alla collaborazione dell’Accademia di Brera di Milano, della Pinacoteca di Brera e della Banca d’Italia che ne detengono le proprietà.
Con questa esposizione la Pinacoteca milanese vuole inaugurare il progetto della Grande Brera “in Tour”, un museo diffuso per ricongiungere le opere ai luoghi che erano i siti destinati alla loro collocazione originaria o, come nel caso di Pontremoli, riallestendo le ambientazioni rappresentate in esse.
La mostra è organizzata dal Comune di Pontremoli e dalla Pinacoteca di Brera con il patrocinio della Regione Toscana e della Provincia di Massa Carrara e vuole consolidare il legame fra la comunità locale e Francesco Hayez, con una esposizione che riunisce insieme per la prima volta nello stesso luogo dove avvenne l’episodio loro ispiratore, le tre versioni dell’opera fondamentale nel percorso artistico di Hayez.

Le tre opere di Hayez in mostra a Pontremoli fino al 2 novembre

La mostra è stata inaugurata nella tarda mattinata di venerdì 25 luglio, precedeuta da una conferenza stampa nel salone di Palazzo Dosi Magnavacca.
A salutarne l’avvio molti dei protagonisti che ne hanno permesso la realizzazione, a partire da Angelo Crespi, direttore generale della Pinacoteca di Brera, che ha presentato il progetto della Grande Brera “in Tour”, al sindaco Jacopo Ferri che ha evidenziato come “questa iniziativa rende onore alla città, grazie alla collaborazione tra l’Accademia di Brera di Milano, della Pinacoteca di Brera, della Banca d’Italia che hanno concesso i prestiti delle opere presenti nelle loro collezioni”.
Il primo cittadino ha anche auspicato che i quadri siano visitati anche da tanti studenti e scolaresche visto che sarà aperta fino a novembre. La mostra (biglietto d’ingresso 5 euro, ridotto 3), curata da Valentina Ferrari, Paolo Lapi, Fernando Mazzocca, è visitabile fino al 2 novembre, tutti i giorni con i seguenti orari: fino al 31 agosto dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19; dal 1° al 30 settembre dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 17,30; dal 1° ottobre al 2 novembre: dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 13; sabato e domenica, dalle 15 alle 17,30.

(r.s.)

 

La prima tela dipinta da Hayez e dedicata all’episodio di Pietro Rossi nel castello di Pontremoli

Del soggetto ci eravamo occupati su queste pagine nel 2016 (n. 1 del 9 gennaio), in occasione della mostra che le Gallerie d’Italia a Milano avevano dedicato all’artista, ritenuto il maggior interprete pittorico del Romanticismo italiano. In quel percorso era infatti esposta anche la tela “Pietro Rossi, signore di Parma, spogliato dei suoi domini dagli Scaligeri, signori di Verona, mentre è invitato nel castello di Pontremoli […]”.
L’episodio risale al giugno 1336; scacciato prima da Verona e poi da Venezia, Pietro Rossi trova rifugio proprio a Pontremoli; ma gli Scaligeri assediano il castello del Piagnaro, e il signore di Parma deve fuggire ancora e trovare riparo a Firenze dove ottiene il grado di capitano generale nella guerra che la città toscana sta combattendo proprio contro i suoi nemici di sempre.

Il bozzetto preparatorio per una replica della seconda tela

A settembre, con le insegne fiorentine, cavalca poi contro Lucca per devastarne il territorio e impegnare gli Scaligeri e far loro abbandonare l’assedio di Pontremoli.
Francesco Hayex scelse di rappresentare questo fatto perché affascinato dal conflitto tra gli affetti familiari e il dovere che lo portano ad abbandonare temporaneamente la moglie e i figli a Pontremoli in una scena, drammatica, ambientata in locali e con sfondi immaginari.
Il primo dei tre dipinti venne esposto nel 1820 alla rassegna annuale dell’Accademia di Brera, “riscuotendo un tale successo da essere considerata l’inizio e il manifesto del Romanticismo in pittura”.
Trent’anni dopo, nel 1850, Hayez ne realizzò una seconda versione, ora conservata nelle raccolte d’arte della Banca d’Italia; a queste due opere se ne aggiunse poi un terzo: si tratta di un bozzetto preparatorio per una replica della seconda tela, anch’esso risalente alla metà dell’Ottocento, che lo stesso Hayez donò poi all’Accademia di Brera.

Paolo Bissoli