Iniziazione cristiana per un rinnovato annuncio del Vangelo

Una commissione per il rinnovamento dell’Iniziazione cristiana

Con un decreto dello scorso 4 luglio il nostro vescovo Mario ha costituito una commissione per il rinnovamento del percorso dell’Iniziazione cristiana, cooptando, oltre a suor Sandra Borruto mdm, direttore dell’Ufficio Evangelizzazione e Catechesi, le sue collaboratrici, il direttore e il vicedirettore dell’Ufficio diocesano di Liturgia e Musica Sacra e due membri dell’équipe dell’Ufficio famiglia. La commissione si potrà avvalere anche di un esperto esterno, Fabrizio Carletti (Centro Studi Missione Emmaus), collaboratore dell’Ufficio Catechistico Nazionale nell’ambito della formazione.

Con decreto del Vescovo Fra’ Mario è stato istituito nei giorni scorsi lo Staff diocesano per la riflessione e la sperimentazione di un nuovo percorso di Iniziazione Cristiana.
Ne fanno parte:
– suor Sandra Borruto, direttrice dell’Ufficio Evangelizzazione e Catechesi;
– don Samuele Agnesini, direttore Ufficio Liturgia;
– Riccardo Bassi, vice direttore Ufficio Liturgico;
– Stefania Cargiolli, Silvia Giuseppini e Silvia Laudanna del Direttorio dell’Ufficio Evangelizzazione e Catechesi;
– Elisa Battilla e Giuseppe Negrari, dell’Equipe Ufficio per la pastorale della Famiglia;
– Fabrizio Carletti, Centro Studi Missione Emmaus (esperto esterno).

Nelle intenzioni del vescovo – si legge nel decreto – “Il cammino dell’Iniziazione Cristiana dei bambini, dei ragazzi e delle loro famiglie costituisce una delle priorità pastorali della nostra Chiesa particolare, chiamata a rinnovarsi alla luce del Vangelo e della missione evangelizzatrice. Nel solco del Magistero della Chiesa, delle indicazioni della Conferenza Episcopale Italiana e del cammino sinodale che coinvolge tutte le diocesi, si rende necessario avviare un processo di sperimentazione di un nuovo percorso di Iniziazione Cristiana, più rispondente alle esigenze spirituali e culturali del nostro tempo”.
Ma al di là dei tecnicismi, di cosa ha bisogno la nostra chiesa locale per l’iniziazione cristiana?
Innanzitutto, la commissione dovrà fare i conti per il nostro territorio: sarebbe assurdo, infatti, calare anche il miglior progetto dall’alto senza “sporcarsi le mani” con una diocesi molto ampia, ma spopolata, che si incammina rapidamente verso un invecchiamento della popolazione.
La sfida sarà quella di mantenere intatta la nobilis forma del Vangelo, secondo un’espressione dell’allora cardinale Joseph Ratzinger, ma di rinnovare l’impalcatura che la sorregge, perché se è vero che il Vangelo e il Risorto parlano e interrogano gli uomini di ogni epoca, i linguaggi cambiano. Di questo si accorsero i padri conciliari che, durante il Vaticano II, traghettarono la Chiesa verso un’epoca nuova.
La “fiamma” del Concilio, purtroppo, ha visto in azione molti pompieri che, spesso travestiti da grandi innovatori, si sono rivelati i peggiori conservatori. È necessario, perciò, in un mondo non più cristiano, affinché i cristiani siano sale e luce della Terra, evangelizzare facendo leva sull’esperienza del Vangelo più che sulle nozioni (anch’esse da apprendere, soprattutto per gli operatori della catechesi, spesso inconsapevoli del tesoro della Scrittura, legati a un’impostazione catechetico-liturgica tridentina, veicolante un messaggio devozionale).
È innegabile che la percentuale di famiglie che sceglie il percorso di iniziazione cristiana sia in diminuzione: ancora di meno solo coloro che partecipano alla vita comunitaria. Spesso, come ci si sente dire, la Chiesa è vissuta come un erogatore di servizi: “prendo” il Sacramento, “subisco” quegli incontri di preparazione e basta.
Ma se tutto finisce, quando va bene, con la festa della Cresima (non si sta demonizzando la festa in una sorta di pauperismo ascetico moralista dal momento che la festa, nel Vangelo, è fondamentale), perché siamo abituati a puntare il dito verso l’esterno e quasi mai ad analizzare ciò che abbiamo fatto e, va detto, sbagliato?
È evidente che un’impostazione catechetica alla stregua della scuola non risponde più alle esigenze del nostro tempo: la commissione lavorerà proprio sullo studio di un percorso rinnovato ed esperienziale che coinvolga non soltanto bambini e ragazzi, ma anche le famiglie affinché si crei una comunità che attorno all’altare, spezzando l’unico pane, sia veramente unita.
È l’incontro con il Cristo che cambia la vita, il fare esperienza di un amore infinito e incondizionato di Dio che ha salvato tutti. La commissione è appena all’inizio del percorso: non sappiamo dove ci guiderà lo Spirito Santo, ma è necessario “convertirsi” se vogliamo veramente rinnovare l’impalcatura per far brillare ancora di più la nobilis forma del Vangelo.

Riccardo Bassi