Chi è il mio prossimo?

Domenica 13 luglio – XV del Tempo Ordinario
(Dt 30,10-14; Col 1,15-20; Lc 10,25-37)

Il racconto evangelico inizia con una domanda molto altisonante: “Cosa devo fare per ereditare la vita eterna?”. Anche oggi tante persone si interrogano sul senso della vita e come spendere il proprio tempo. A volte interpellano i cristiani come fa l’esperto della Legge con Gesù, ma anche quando non interpellano, attendono comunque dai cristiani una risposta.
1. Si alzò per mettere alla prova Gesù. L’esperto della legge usa una domanda fondamentale di vita per tendere un tranello a Gesù. Quando uno è troppo convinto delle proprie idee non cerca più la verità, perché presume di esserne in possesso, e allora parte all’attacco del nemico, e se non si trovano nemici, allora si creano, perché ci vuole sempre qualcuno contro cui combattere e vincere.
Questa è la situazione di tanti teologi o difensori d’ufficio della Chiesa: propugnano la verità per gli altri, ma loro ritengono di non dover mettersi in gioco. In tono molto minore accade la stessa cosa per molti cristiani che pensano di dover dare sempre buoni consigli a tutti e non ritengono di aver bisogno di riceverne.
2. Che cosa sta scritto nella Legge? Gesù non raccoglie la sfida, ma aiuta l’interlocutore a riflettere e comincia con dargli un atto di stima: “Hai risposto bene”. In tutta risposta l’esperto della legge si pone su un piedistallo con l’idea di dover aiutare gli altri: “Chi è il mio prossimo?”
Allora Gesù prima racconta un episodio che capovolge la richiesta: un anonimo viaggiatore assalito da briganti è soccorso da un samaritano, un uomo apparentemente poco vicino alla religione ufficiale (cfr 2Re 17). Poi chiede: “Chi è stato il prossimo per colui che è incappato nei briganti?”
Quello rispose: “Chi ha avuto compassione di lui”. Il prossimo non è l’estraneo da soccorrere, ma colui che presta soccorso, è prossimo colui che usa misericordia.
Nel vangelo di Luca colui che usa misericordia è Dio stesso, perché così si dice: “Di generazione in generazione la sua misericordia”; “Ha soccorso Israele suo servo, ricordandosi della sua misericordia”; “Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri”; “Grazie alla tenerezza e misericordia del nostro Dio” (Lc 1,50.54.72.78). Queste frasi le cantiamo tutti i giorni a Lodi e a Vespri.
3. Va’ e anche tu fa’ così. L’invito di Gesù è dunque: “Va’, e anche tu sii un buon samaritano”. Cioè: non chiederti chi è il tuo prossimo, ma tu stesso sii il prossimo per le persone che incontri e che Dio ha messo sulla tua strada.
Comportati come il Signore Gesù, che si è fatto il prossimo di tutta l’umanità: “Egli viene accanto ad ogni uomo piagato nel corpo e nello spirito, e versa sulle sue ferite l’olio della consolazione e il vino della speranza” (Pref. Com. 8).
La logica del vangelo è un po’ diversa dalla mentalità corrente: ci chiede la conversione personale, ci suggerisce di pensare alla propria santificazione prima di pretendere quella degli altri.

† Alberto