Con Maurizio ed Elizabeth nella storia del nostro Novecento

Difficile rinunciare al terzo capitolo delle vicende del dott. Maurizio Perrone e dell’affascinante Elizabeth: almeno per coloro che hanno letto i primi due romanzi della trilogia di Matteo Manzin (“Garden In The Sky With Diamond” e “I Nostri Mari Del Sud”).
Ma anche per quanti sono interessati alla conoscenza della nostra storia recente.
Anche “La cascina delle Piane” (Chiappini Editore, 2023) ricalca lo schema del romanzo storico, proiettandoci negli anni della Guerra Civile Spagnola, della Seconda Guerra Mondiale e della Resistenza, in un veloce susseguirsi di avvenimenti dove i due protagonisti emergono e si distinguono per un convinto e concreto impegno militante antifascista.
Le vicende della guerra, con le sue tragiche conseguenze di dolore e distruzione, pervadono tutto il romanzo, ma senza far mai perdere, ai due protagonisti, la fiducia in un futuro di pace, libertà e democrazia che, per quanto possa anche a loro sembrare lontano e incerto, è una speranza credibile quanto necessaria.
L’autore, il dott. Matteo Manzin, delinea una storia che anche questa volta, come già nel secondo romanzo, valica i confini della “sua” Aulla dove era invece soprattutto ambientato il primo libro. E si spinge ancora all’estero: in India nei campi di prigionia inglesi, nella Spagna dello scontro fra i nazionalisti e il fronte popolare repubblicano, nella Lunigiana retrovia della Linea Gotica tra i partigiani della Resistenza e la violenza degli occupanti nazifascisti.
Fino alla Liberazione di Aulla, traguardo finale al quale contribuiscono in prima persona. Un punto di arrivo di una vicenda che tuttavia sembra poter guardare già all’orizzonte della seconda parte del Novecento.
Nella presentazione di settembre a Pontremoli, Manzin non ha infatti negato la possibilità che un quarto romanzo si possa aggiungere a quella che, tuttavia, al momento si presenta come una trilogia completa.
Anche se non manca qualche indizio, come ad esempio quella frase del dott. Perrone nelle ultime pagine del libro, a Liberazione ormai conquistata: “Negli anni successivi ho visto la ricostruzione di Aulla, caotica e frettolosa. Mi piaceva di più prima il mio paese”. Forse l’embrione di future riflessioni…
Intanto “La cascina delle Piane” è un libro che ha il pregio di farci immergere in quegli anni così complessi e difficili del secolo scorso e lo fa con grande rigore storico, senza cedere alla tentazione di concedersi “licenze”.
Un rigore grazie al quale risultano credibili anche le straordinarie situazioni dove sono immersi Maurizio, Elizabeth e i tanti personaggi che popolano il romanzo, impegnati a vivere un presente ormai per noi da tempo divenuto storia.
Uno dei valori del libro è proprio questo: permettere a tutti, attraverso il ritmo scorrevole della prosa di un romanzo ben riuscito, di avvicinarsi e conoscere fatti, ambienti e protagonisti di quei decenni del Novecento che hanno determinato conseguenze che durano ancora nel nostro presente.
Persone e situazioni che appartengono e sono ambientate nel nostro territorio, ma ormai non di rado trascurate se non addirittura dimenticate, nascoste in quei libri di storia che troppo spesso restano, sconosciuti, negli scaffali delle librerie.
Testi che, come testimonia l’ambia bibliografia, l’autore ha consultato perfezionando così quella conoscenza che ha costruito nel tempo, fondata anche sul grande privilegio di aver potuto ascoltare più volte i racconti dalla viva voce di donne e uomini protagonisti o testimoni di quegli anni.

Paolo Bissoli