Musica e musicisti tradizionali in Val di Vara e in Lunigiana

A Filattiera l’incontro con Mauro Manicardi, il suo gruppo e i “passi” di Andrea e Claudio Varesi

I fratelli Varesi mostrano i passi della giga accompagnati dal gruppo di Mauro Manicardi

La musica è come un’istantanea che racconta il contesto socioculturale del territorio all’interno del quale essa si sviluppa. Musica che rivela dunque – ogni genere con propri codici e stili – il periodo storico e le sue caratteristiche. Quindi, può divenire un veicolo di studio e riscoperta di usi, costumi e tradizioni di un territorio. Ed è quello che sta facendo anche Mauro Manicardi, organettista spezzino che vanta un lungo percorso artistico, intrapreso alla fine degli anni Settanta e proseguito anche con delle ricerche sul campo, tra la Lunigiana e la Val di Vara, alla scoperta del patrimonio musicale del territorio.

Mauro Manicardi, secondo da destra, con il gruppo che si è esibito nel centro didattico di Sorano a Filattiera

Musiche che fa risuonare attraverso i suoi gruppi musicali, ma anche attraverso la scrittura, e precisamente con il libro “Alla Traditora. Appunti sulle musiche e sui musicisti tradizionali in Val di Vara e in Lunigiana e introduzione alle danze del Carnevale zerasco”, volume che è stato presentato sabato scorso presso il centro didattico della Pieve di Sorano a Filattiera. In realtà il volume era già stato edito nel 2008, raccogliendo il lavoro di ricerca effettuato da Manicardi tra il 1992 ed il 2002, ma anche sotto la spinta della recente uscita del volume di Fabrizio Rosi “Musicisti di strada”, si è deciso di riproporlo anche per la sua interessante opera di divulgazione della musica popolare locale. Il libro di Manicardi è diviso in tre parti, la prima dedicata ai brani e ai musicisti della tradizione locale, la seconda parte è incentrata sulla trascrizione musicale di alcuni brani, ed infine la terza parte è incentrata su una introduzione alle danze del carnevale zerasco scritto da Silvia Battistini.
Come ha raccontato lo stesso Manicardi nel suo intervento, lui non è stato il primo etnomusicologo che si è interessato di questo lembo di terreno tra mare e montagna (citando l’opera di due liguri: Edward Neil e Mauro Balma) ma il dato peculiare della sua ricerca risiede nell’aver registrato le tracce di quello che ancora rimane vivo della tradizione contadina locale e di averlo fatto conoscere, anche oltre i confini della Provincia, attraverso operazioni di riproposizione e di riattualizzazione dei brani.

Andrea e Claudio Varesi

Tra gli esempi più fulgidi in questo senso c’è la riscoperta delle danze del comprensorio di Zeri, balli che sono tutt’oggi eseguiti nei momenti di festa e a Carnevale dagli anziani delle diverse frazioni dello zerasco. La giga o ghiga, la quadriglia e la pivata hanno attraversato il tempo giungendo fino ad oggi come hanno dimostrato due giovani ballerini che si sono cimentati in questi balli con il supporto musicale dell’orchestra di Manicardi.
Caratteristica di questi balli è che vengono effettuati attraverso dei salti, questo perchè, come spiegato da Manicardi “erano balli che venivano danzati su aie, prati, zone sassose, luoghi in cui non si potevano fare mosse lineari ma era necessario muoversi a scatti”. Altra caratteristica è quella dell’utilizzo, soprattutto per quanto concerne il ballo di Carnevale, di un abito colorato (chiamato il “maschero”), decorato con nastri fiori e coccarde indossato dagli uomini. Un abito spesso ricavato da dismesse divise militari (addirittura ce n’erano alcune degli Ussari del periodo napoleonico) soprattutto di Carabinieri. Manicardi ha poi raccontato alcuni aneddoti musicali del territorio, in particolare incentrandosi sui canti del Cantamaggio “da sempre c’è stata la voglia da parte dell’uomo di celebrare il ritorno della primavera anche attraverso la musica”.
Ed ha evidenziato come nei nostri territori alcune di queste cerimonie sono ancora praticate, in altri luoghi, dopo alcuni anni di abbandono, si stanno lentamente riproponendo. A Montereggio in particolare, Cantarmaggio, è sempre stato ed è tuttora un rito molto sentito. La musica che contiene il canto a Montereggio è sicuramente una delle più suggestive e complesse di quelle conosciute. Un brano che Manicardi ha eseguito in pubblico assieme alla sua orchestra. La manifestazione si è aperta con i saluti della sindaca di Filattiera, Annalisa Folloni, che ha ricordato l’importanza del ricordo e della valorizzazione delle tradizioni culturali del nostro territorio che rappresentano un patrimonio di straordinaria ricchezza da tramandare alle future generazioni.

Riccardo Sordi