Dalle parole… alle parole

La presidente Giorgia Meloni (Foto: Presidenza del Consiglio dei ministri)

A parole sono tutti d’accordo: il governo deve intervenire subito sui problemi che rischiano di travolgerne l’economia, sia a livello di imprese che di singoli cittadini. In prima fila, quindi, il problema delle fonti energetiche (l’inverno incombe), i loro costi, la spinta perché in qualche modo possa riprendere il buon andamento registrato tra la fine del 2021 e l’inizio del 2022.
A parole! Perché, nei fatti, i primi problemi sui quali il governo è andato a invischiarsi potranno essere utili per marcare il territorio e dare un segnale al proprio elettorato, dopo una vittoria attesa da decenni, ma di certo non di primaria importanza. Mettiamo tra questi, in primo piano, gli argomenti legati alla gestione dell’ordine pubblico, con gli scontri tra studenti e polizia alla Sapienza di Roma e gli ordini di sgombero del rave party di Modena. Non siamo mai stati e, penso, non saremo mai per la scelta della protesta di piazza come prima opzione di opposizione politica né, men che meno, per raduni nei quali lo sballo – procurato attraverso l’uso alienante della musica o di droghe più o meno “pesanti” – risulti essere l’unico scopo per i giovani di trovarsi insieme.
Ma è certo che l’uso delle forze di polizia, in certi casi, può risolvere la situazione del momento ma non sposta di un millimetro i problemi che vi stano dietro. Per questo ci vuole la convinzione che la pazienza e la prevenzione possano ottenere molto di più. Sempre a livello di manifestazioni, però, pesante è stato lo scivolone del governo e della maggioranza sull’annuale manifestazione che i nostalgici di Mussolini hanno organizzato a Predappio, in occasione dei cento anni dalla marcia su Roma. In piena polemica sulla sussistenza o meno delle radici fasciste in FdI e nella stessa Giorgia Meloni (argomento più importante di quello che molti tenderebbero a far credere), non c’è stato un pronunciamento da parte di un esponente di quella parte che abbia segnato le distanze da espressioni di ostinata adesione ad un modello di regime che solo morte e sofferenza ha procurato agli italiani.
Qui permetteteci di spendere una parola sull’affermazione della Meloni. “Non ho mai provato simpatia o vicinanza nei confronti regimi antidemocratici, fascismo compreso”, ha affermato, dimenticando che per la storia d’Italia il fascismo non è da “comprendere” tra i tanti totalitarismi che l’hanno oppressa ma è stato l’unico, assieme al nazismo. Altri provvedimenti identitari si possono citare: l’aumento del limite di denaro contante per i pagamenti; i respingimenti e le nuove misure sull’arrivo dei migranti; il rifiuto e lo smontaggio dei provvedimenti anti-Covid. Tutti argomenti che, in tempi normali, potrebbero dare un po’ di pepe al dibattito politico, che però ora ha bisogno solo di tanto sale, simbolo di sapienza.

Antonio Ricci

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