Seconda decade di luglio: caldo infinito e di ‘qualità’ peggiorata

Già la scorsa settimana si era detto del cambio di passo, in questo scorcio di luglio, da un caldo tutto sommato accettabile, sperimentato fino al 17, a quello più intenso e condizionato da correnti discendenti, capaci di stravolgere il regime di brezza e rendendo, in aggiunta, molto più tiepide anche le notti.
La seconda decade di luglio si chiudeva il 20 con vari primati, in particolare con la più alta media delle temperature massime da inizio osservazioni per il periodo 11-20 luglio. I record di temperatura massima si rinnovavano, infatti, dopo aver toccato quota 36,1° il 17, 36,8° il 19 e 37,0° tondi il 20, temperatura più alta mai raggiunta nella fase centrale di luglio nonché valore massimo assoluto per il mese fin dagli straordinari valori del 1983, mai più rivisti (si parla di luglio) oltre i 36,6°C del 22 luglio 2015.
In agosto, invece, i 36-37°C, un tempo di rara occorrenza perché l’estate tendeva già a declinare, dal 1994 in poi si sono contati parecchie volte, in qualche caso si sono sfiorati i 38°C, superati soltanto dai 38,4°C del fatidico 5 agosto 2003.
La terza decade del ‘tosto’ luglio 2022 si avviava con nottate più fresche (minime sui 15°C il 23) e un’apprezzabile riduzione a più miti consigli anche del caldo diurno; la ripresa del regime di brezza, in un frangente di eccezionale persistenza della canicola, rappresentava già qualcosa. L’orizzonte stesso tornava a farsi abbastanza limpido dopo che i fumi dell’incendio in Versilia, dispersi dal vento in molte direzioni e anche verso NW, avevano offuscato la vista verso l’Appennino e le Apuane il giorno 20. La ventilazione di brezza si rinvigoriva ancor più il 22 e il 23 sfruttando la componente sinottica (prevalenti correnti da SW).
A partire da domenica, l’altra faccia del caldo: gli ‘stracci’ nuvolosi medio-bassi, appesi qua e là, hanno preso a rannuvolare il cielo non solo nelle ore centrali e pomeridiane, cosa buona e giusta, ma pure di notte, limitando l’irraggiamento e la diminuzione della temperatura all’alba. Aprendo le finestre per dare fresco all’ambiente domestico sul far del dì, ognuno ha potuto accorgersene notando la minor differenza di temperatura fra interno ed esterno.
L’aria, poi, si è fatta più umida, il che ha peggiorato la situazione rendendo il caldo più afoso. Una vivace ventilazione diurna, tuttavia, non è mancata, ed anche martedì 26 si è fatta sentire quasi a voler rendere meno penosa la ‘zuppa atmosferica’ in cui è venuta a trovarsi anche la Lunigiana. Sia lunedì 25 che martedì 26, di primo mattino, una cappa di strati nebbiosi sui 500-600 m ha ricoperto lo spazio aereo delle nostre convalli.
Lunedì, qualche temporale ha avuto modo di riformarsi e scoppiare sia sulle Alpi (dove nel loro tratto orientale si ripetono da qualche giorno) che sull’Appennino, ma in serata una passata temporalesca ha interessato pure diverse zone della Pianura Padana occidentale.
Una nota, infine, sulle cronache quotidiane del caldo in Europa: dopo la calura che ha visto punte senza precedenti nel Regno Unito, la vampata di calore si è portata più a est e più a nord infiammando anche i termometri tedeschi, cechi, danesi, scandinavi e di qualche altra nazione. È seguita, a ruota, una buona rinfrescata, al momento confinata a nord delle Alpi.

a cura di Maurizio Ratti, Mauro Olivieri e Giovan Battista Mazzoni

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