Pandemia: finito lo stato di emergenza deve continuare la prudenza. Anche in vista della Settimana Santa
La Conferenza Episcopale Italiana è tornata ad affrontare il tema della partecipazione in sicurezza ai riti in vista delle celebrazioni della Settimana Santa e della Pasqua visto che “il superamento delle misure di contrasto alla diffusione dell’epidemia da Covid-19, in conseguenza della cessazione dello stato di emergenza, offre la possibilità di una prudente ripresa”. Dal 1° aprile, infatti, è stato abrogato il protocollo con il quale nel maggio 2020 era state definite le norme per “le celebrazioni con il popolo”.
“Tuttavia – continua la comunicazione della Cei – la situazione sollecita tutti ad un senso di responsabilità e rispetto di attenzioni e comportamenti per limitare la diffusione del virus” e per questo sono stati indicati alcuni consigli e suggerimenti.
L’obbligo di indossare le mascherine negli ambienti al chiuso è stato prorogato fino al 30 aprile: quindi nei luoghi di culto al chiuso si può accedere solo indossando correttamente la mascherina. Necessario il favorire la circolazione e il ricambio d’aria prima, dopo e durante le celebrazioni, con igienizzazione periodica dei locali. Per quel che riguarda invece il distanziamento, non è più obbligatorio rispettare la distanza interpersonale di un metro; tuttavia si chiede di evitare gli assembramenti, soprattutto all’ingresso, all’uscita e tra le persone che seguono le celebrazioni in piedi; così come si chiede di continuare ad igienizzare le mani all’ingresso, mentre le acquasantiere continueranno a restare vuote.
“È opportuno – si legge relativamente allo scambio di pace – continuare a volgere i propri occhi per intercettare quelli del vicino e accennare un inchino, evitando la stretta di mano o l’abbraccio”, mentre nella distribuzione dell’Eucaristia “i Ministri continueranno a indossare la mascherina e a igienizzare le mani prima di distribuirla, preferibilmente nella mano”.
Perentoria l’indicazione sull’astenersi dalla partecipazione alle celebrazioni a coloro che presentino sintomi influenzali e, ovviamente, a chi è sottoposto a isolamento perché positivo. Novità importante riguarda, infine, le processioni: è possibile riprenderne la pratica.
Per quel che riguarda nello specifico la Settimana Santa, la Cei offre i seguenti orientamenti:
La Domenica delle Palme, la Commemorazione dell’ingresso di Gesù a Gerusalemme sia celebrata come previsto dal Messale Romano. Si presti però attenzione che i ministri e i fedeli tengano nelle mani il ramo d’ulivo o di palma portato con sé, evitando consegne o scambi di rami.
Il Giovedì Santo, nella Messa vespertina della “Cena del Signore”, qualora si scelga di svolgere il rito della lavanda dei piedi si consiglia di sanificare le mani ogni volta e indossare la mascherina.
Il Venerdì Santo, tenuto conto dell’indicazione del Messale Romano, il Vescovo introduca nella preghiera universale un’intenzione “per quanti soffrono a causa della guerra”. L’atto di adorazione della Croce avverrà evitando il bacio.
La Veglia pasquale potrà essere celebrata in tutte le sue parti come previsto dal rito.



