Michele Malanca scrittore per passione, un po’ pontremolese

Vivere davvero o sopravvivere?

Michele Malanca torna in estate un po’ di giorni a Pontremoli nella casa che fu dei suoceri e da qualche anno porta un suo nuovo libro. “Vivere davvero”, presentato il 28 agosto alla presenza del sindaco Lucia Baracchini, è un piccolo saggio di autobiografia del suo corpo e della sua mente. L’autore in un istante nella mattina del 17 settembre 2020 in moto sulla via Emilia è tamponato: si spezzano ossa e tessuti, è portato al pronto soccorso in codice rosso.
“Quando mi sono ritrovato sull’asfalto, mi è risultata evidente l’inutilità di ricchezze e patrimoni”. Interventi chirurgici, immobilità per due mesi: siamo al bivio tra rabbia e salvezza esistenziale. La forzata pausa dai mille impegni ordinari, che all’improvviso perdono senso e priorità, dà all’autore l’occasione e il tempo di arricchirsi di risposte leggendo ottimi libri, di riflettere in solitudine, di trovare il silenzio dentro di sé che porta a “vivere davvero”.
Il libro è stato inciso nella mente di Michele Malanca nei giorni della sofferenza, che gli insegna a sopportare l’inevitabile, la sventura può trasformarsi in un dono per un passaggio ad una vita autentica. La sostanza del Vangelo, la sapienza socratica, la scoperta dell’esistenza nella filosofia contemporanea, ma soprattutto l’esperienza personale vanno costituendo la “regola” etica e concettuale per “vivere davvero”: gentilezza, cordialità, amicizia, pazienza, tolleranza, fiducia e quando serve un po’ di umorismo e di distacco autoironico portano a mantenere relazione armoniosa con gli altri dentro e fuori casa che possiamo anche chiamare, se non felicità, arte del vivere.

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